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	<title>Kronaka.it &#187; Mario Alessi</title>
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	<description>Le storie. Il blog di Stefano Nazzi</description>
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		<title>Il 27 giugno Rudy Guede testimonierà al processo di Perugia. Ad ascoltarlo ci saranno anche Amanda Knox e Raffaele Sollecito</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jun 2011 09:11:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Nazzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ogni udienza del processo d&#8217;appello di Perugia ad Amanda Knox e Raffaele Sollecito è ormai determinante. Il prossimo 27 giugno sul banco dei testimoni salirà Rudy Guede (ha già una condanna definitiva, a 16 anni, per il delitto di Meredith Kercher). Dovrà rispondere in merito alle dichiarazioni fatte da Mario Alessi che, davanti ai giudici, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-4565" href="http://www.kronaka.it/2011/06/20/il-27-giugno-rudy-guede-testimoniera-al-processo-di-perugia-ad-ascoltarlo-ci-saranno-anche-amanda-knox-e-raffaele-sollecito/rudy-guede_1258611691/"><img class="alignleft size-full wp-image-4565" title="Rudy-guede_1258611691" src="http://www.kronaka.it/wp-content/uploads/2011/06/Rudy-guede_1258611691.jpg" alt="" width="400" height="260" /></a>Ogni udienza del processo d&#8217;appello di Perugia ad Amanda Knox e Raffaele Sollecito è ormai determinante. Il prossimo 27 giugno sul banco dei testimoni salirà Rudy Guede (ha già una condanna definitiva, a 16 anni, per il delitto di Meredith Kercher). Dovrà rispondere in merito alle dichiarazioni fatte da Mario Alessi che, davanti ai giudici, ha spiegato di aver ricevuto nel carcere di Viterbo confidenze dalla stesso Guede che di fatto scagionerebbero  Knox e  Sollecito. Ecco che co sa ha detto Alessi in aula:</p>
<p>Guede mi disse che lui e un suo amico si presentarono a casa di  Meredith, scatenando la sorpresa della ragazza. Mi disse che erano  entrati in casa e che si erano seduti in una sorta di divano. Rudy a  questo punto mi disse che fu proprio lui a proporre a Meredith un  rapporto sessuale a tre e che la ragazza aveva reagito chiedendo loro di  uscire di casa. A questo punto Guede mi raccontò che lui andò in bagno e  che quando rientrò in sala trovò uno scenario completamente diverso. Mi  disse che trovò Mez a terra e il suo amico sopra di lei che la teneva  per le braccia. Raccontò ancora che successivamente fu lui a mettersi a  cavalcioni su Meredith. […] Il suo amico tentò a quel punto di avere un  rapporto orale con la studentessa inglese e che improvvisamente tirò  fuori un coltello puntandolo al collo della ragazza. Meredith,  divincolandosi, si è ferita al collo.</p>
<p>Questo racconto è stato confermato da altri due detenuti del carcere di Viterbo che, però, non lo avrebbero ascoltato direttamente da Guede. È probabile che l&#8217;ivoriano, come ha già fatto in altre circostanze, neghi assolutamente di avere mai fatto queste rivelazioni a Mario Alessi.</p>
<p>A fine luglio, il il 25, 29 e 30, si terranno invece le udienze in cui i periti nominati dal tribunale esporranno i risultati della analisi sul Dna.</p>
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		<title>Rudy Guede aveva già detto nel 2007 che Amanda Knox non c&#8217;entrava con il delitto (la stessa versione di Alessi)</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Jun 2011 13:58:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Nazzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Che Amanda Knox  fosse innocente, Rudy Guede l’aveva già detto anche a un&#8217;altra volta. Prima cioè del colloquio (se effettivamente c&#8217;è stato), con Mario Alessi. Aveva già sostenuto che la ragazza americana con l’omicidio di Meredith Kercher  non c’entrava nulla. Accadde nel novembre 2007. Raffaele e Amanda  erano già nel carcere di Capanne, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che Amanda Knox  fosse innocente, Rudy Guede l’aveva già detto anche a un&#8217;altra volta. Prima cioè del colloquio (se effettivamente c&#8217;è stato), con Mario Alessi. Aveva già sostenuto che la ragazza americana con l’omicidio di Meredith Kercher  non c’entrava nulla. Accadde nel novembre 2007. Raffaele e Amanda  erano già nel carcere di Capanne, a Perugia, improvvisamente si seppe che c’era un  altro uomo da trovare: Rudy Guede (l’unico, tra l’altro, di cui sulla  scena del delitto c’erano tracce inequiviocabili), che nel frattempo era  scappato in Germania. Dalla Questura di Perugia partì una telefonata:  era un amico di Rudy che si metteva in contatto con lui, su richiesta  della polizia. Telefonata registrata, ovviamente. Be’, in quella  conversazione, a domanda esplicita, Rudy Guede disse, riguardo alla scena del delitto, che «Amanda non era  lì».</p>
<p><a rel="attachment wp-att-4561" href="http://www.kronaka.it/2011/06/18/rudy-guede-aveva-gia-detto-nel-2007-che-amanda-knox-non-centrava-con-il-delitto-la-stessa-versione-di-alessi/b5eeb6dff41090adca651429a0da3369/"><img class="alignleft size-full wp-image-4561" title="b5eeb6dff41090adca651429a0da3369" src="http://www.kronaka.it/wp-content/uploads/2011/06/b5eeb6dff41090adca651429a0da3369.jpg" alt="" width="210" height="148" /></a>Poi, una volta in carcere, Guede raccontò altre cose: non scagionò mai Amanda e Raffaele. Stamattina Mario Alessi ha ripetuto in Tribunale ciò che aveva già spiegato ai difensori di Rafaele Sollecito. E cioè che in carcere, a Viterbo, durante un colloquio nell&#8217;ora d&#8217;aria, Rudy Guede a proposito dell&#8217;omicidio di Meredith Kercher, raccontò che erano stati lui e un suo complice a entrare nella casa della ragazza americana, che la costrinsero a fare sesso, che il suo complice la uccise. Insomma, Amanda e Raffaele sulla scena del delitto non sarebbero proprio stati presenti. È una storia che poi, ancora una volta Guede si è affrettato a smentire.  La sua versione davanti ai giudici è sempre stata: «Andai in  bagno e quando ne uscii Meredith era morta». Poco credibile? Tant&#8217;è. Sta di fatto che le due versioni sono completamente diverse. In una (quella Alessi, per intenderci), Guede ha una parte attiva nell&#8217;omicidio. Nell&#8217;altra, il ragazzo ivoriano sembra quasi passasse di lì per caso. Mario Alessi è un assassino di bambini, un uomo  del peggior tipo: ha rapito e assassinato Tommy Alessi.  Però ciò che ha raccontato non può essere accantonato con leggerezza.</p>
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		<title>Mario Alessi testimonierà in difesa di Amanda Knox</title>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2011 09:32:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Nazzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il punto su processo d&#8217;appello di Perugia, scritto su Gente questa settimana.
Tre giorni: 18, 27 e 30 giugno. Il futuro di Amanda Knox e Raffaele Sollecito si deciderà molto in quelle date. Nell’aula del tribunale di Perugia dove si svolge il processo d’appello per l’omicidio di Meredith Kercher, il 18 e il 27 compariranno davanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-3473" href="http://www.kronaka.it/2010/12/27/processo-di-perugia-ma-e-corretto-che-un-giudice-popolare-del-processo-di-primo-grado-esprima-giudizi-su-amanda-knox-e-raffaele-sollecito/sollecito-knox-300x240/"><img class="alignright size-full wp-image-3473" title="sollecito-knox-300x240" src="http://www.kronaka.it/wp-content/uploads/2010/12/sollecito-knox-300x240.jpg" alt="" width="300" height="240" /></a>Il punto su processo d&#8217;appello di Perugia, scritto su Gente questa settimana.</p>
<p>Tre giorni: 18, 27 e 30 giugno. Il futuro di Amanda Knox e Raffaele Sollecito si deciderà molto in quelle date. Nell’aula del tribunale di Perugia dove si svolge il processo d’appello per l’omicidio di Meredith Kercher, il 18 e il 27 compariranno davanti ai giurati due nuovi testimoni, due personaggi discussi che saranno ascoltati per tentare di dipanare una matassa che sembra sempre più ingarbugliata. Sono Mario Alessi, tragicamente famoso per essere stato uno dei rapitori e assassini del piccolo Tommaso Onofri, e Luciano Aviello, pentito di camorra. Che cosa c’entrano con l’omicidio di Meredith Kercher, uccisa a Perugia nella notte tra 1 e 2 novembre 2007? Entrambi, con attendibilità che appaiono diverse, sostengono di aver ricevuto confidenze che scagionerebbero Raffaele Sollecito e Amanda Knox, condannati in primo grado a 26 e 25 anni di reclusione. Il 30 giugno è invece il giorno in cui i periti presenteranno la loro relazione sulle analisi biologiche svolte su un coltello e su un gancetto del reggiseno di Meredith, due elementi che furono considerati fondamentali nel corso del primo processo. Già allora le difese dei due ragazzi chiesero alla giuria di far esaminare i reperti da periti super partes, ma la richiesta venne respinta. È stata accolta invece ora, nel corso del processo d’appello. Coltello e reggiseno erano stati però sottoposti ad analisi irripetibili: non è più possibile trovare tracce di Dna. Il gancetto, tra l’altro, risulta danneggiato. Gli avvocati difensori ricordano che il reperto rimase sulla scena del delitto per oltre 40 giorni prima di essere scoperto e analizzato: è stato quindi a lungo a rischio di contaminazioni. Quello che devono fare i periti nominati dalla giuria è ora esaminare i rapporti e i risultati dei test che vennero realizzati dagli esperti della polizia scientifica per poter escludere qualsiasi possibilità di errore e di contaminazione.<br />
Ciò che diranno i periti sarà fondamentale per arrivare alla sentenza. Amanda Knox, in aula il 21 maggio, è apparsa dimagrita e sofferente, quasi malferma sulle gambe. Ha detto: «Da più di tre anni e mezzo sono in carcere da innocente, questo per me è frustrantissimo, mi esaurisce. Non voglio rimanere dentro ingiustamente per tutta la vita». Sarà sicuramente in aula, e con lei Raffaele Sollecito, quando testimonierà Mario Alessi. Condannato all’ergastolo per l’omicidio di Tommy Onofri, nel 2006, Alessi afferma di aver ricevuto, nel carcere di Viterbo, le confidenze di Rudy Guede, l’unico ad aver avuto una condanna definitiva per la morte di Meredith Kercher. Guede, che dovrà scontare 16 anni, avrebbe sostenuto la totale estraneità di Amanda e Raffaele al delitto. Secondo Alessi, il giovane ivoriano avrebbe raccontato di essere entrato a casa di Meredith con un complice per rubare: la ragazza inglese sarebbe stata uccisa dopo aver sorpreso i due. A supportare la versione di Alessi ci sarebbero anche altri tre detenuti che avrebbero ascoltato la stessa storia dalla voce di Guede. Luciano Aviello, pentito di camorra, sostiene invece di essere sicuro del coinvolgimento del fratello nella vicenda. All’epoca del delitto, i due si trovavano a Perugia: Aviello, la notte del delitto, vide tornare il fratello sporco di sangue. In un primo tempo il ragazzo giurò di essersi ferito scavalcando un muro, poi ammise di aver partecipato a una rapina. Lui e il complice sarebbero entrati in casa di Meredith per rubare e sarebbero poi stati sorpresi da Meredith. Aviello sostiene di conoscere anche il luogo dove furono sepolte l’arma del delitto e un mazzo di chiavi che, effettivamente, sparì dalla scena del delitto.<br />
Su queste testimonianze,  ma soprattutto sulle analisi biologiche, contano molto gli avvocati difensori per riuscire a ribaltare il verdetto di condanna del primo grado. «Sono stati commessi tanti errori, ci sono stati tanti pregiudizi. Per me l’importante è ora che si accerti la verità», ha detto ancora Amanda Knox davanti alla giuria.<br />
Nell’arringa finale del processo di primo grado, Luciano Ghirga, avvocato difensore di Amanda, disse: «Questa storia è stata una specie di sfida tra donne». Da una parte la sua assistita, dall’altra Monica Napoleoni,  capo della sezione omicidi della Questura di Perugia. Fu lei a condurre le indagini e ad arrestare Amanda Knox e Raffaele Sollecito. Con gli altri membri della sua sezione è stata premiata nel corso della festa della polizia proprio per le indagini condotte nel caso dell’omicidio di Meredith Kercher. Ha detto ancora Amanda Knox in aula il 21 maggio: «Stamattina a testimoniare c’era il capo della squadra omicidi, Monica Napoleoni. Io pensavo all’inizio di questa storia, ero libera e venivo ascoltata come testimone anche se ero già sospettata. Pensavo a quanto ero piccola, a quanto non capivo niente. Sono in carcere da innocente».<br />
Sono passati tre anni e mezzo da quel primo interrogatorio di Amanda Knox. La studentessa americana compirà 24 anni il 9 luglio. Sarà il suo quarto compleanno in carcere.</p>
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		<title>Tommy, la terribile storia del marzo 2006 (e due giorni fa la mamma ha sventato una rapina)</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Mar 2011 14:33:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Nazzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è tornati a parlare della mamma del piccolo Tommaso Onofri. Ha sventato una rapina all&#8217;ufficio postale di San Prospero, dove lavora.Parlai con lei quando ci fu il processo d&#8217;appello contro gli assassini di suo figlio. Ecco che cosa mi disse allora.
Per Paola Pellinghelli, la mamma del piccolo Tommaso Onofri, l’incubo è tornato vivo, crudele, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-3992" href="http://www.kronaka.it/2011/03/16/tommy-la-terribile-storia-del-marzo-2006-e-due-giorni-fa-la-mamma-ha-sventato-una-rapina/1298873347344_0/"><img class="alignleft size-full wp-image-3992" title="1298873347344_0" src="http://www.kronaka.it/wp-content/uploads/2011/03/1298873347344_0.jpg" alt="" width="250" height="232" /></a>Si è tornati a parlare della mamma del piccolo Tommaso Onofri. Ha sventato una rapina all&#8217;ufficio postale di San Prospero, dove lavora.Parlai con lei quando ci fu il processo d&#8217;appello contro gli assassini di suo figlio. Ecco che cosa mi disse allora.</p>
<p>Per Paola Pellinghelli, la mamma del piccolo Tommaso Onofri, l’incubo è tornato vivo, crudele, come in quella sera maledetta del 2 marzo 2006. Davanti ai giudici della corte d’appello di Bologna, Mario Alessi, già condannato in<br />
primo grado all’ergastolo, ha ricostruito le ore del rapimento, la morte del piccolo e poi i giorni a seguire, fino all’arresto, fino alla confessione e al ritrovamento del corpo di Tommy. Paola ha ascoltato ogni singola parola, ha<br />
osservato ogni movimento dell’aguzzino di suo figlio, ogni contrazione del suo viso. «È stato preciso, terribilmente preciso», spiega, «ho rivissuto ogni azione, la sequenza di ciò che accadde. Come se fosse allora. Terminata l’udienza gli avvocati mi hanno chiesto: “Come stai?”. Sto da schifo, a essere sincera. Certo, non avevo dimenticato,<br />
il dolore non si era attenuato, ma forse era tutto un po’ attutito, ovattato. Quando Alessi ha iniziato a parlare, sono precipitata di nuovo nel baratro, sono in subbuglio, ho lo stomaco chiuso dall’angoscia. Ero lontana da tempo dall’aula del tribunale e durante il processo di primo grado avevo al fianco mio marito.<br />
Ora lui non c’è. Mi piace pensare che stia riposando». Paolo Onofri, il papà di Tommy, è stato colpito da infarto l’11 agosto 2008. Non si è più ripreso: da allora è in stato vegetativo. «Proprio in questi giorni abbiamo depositato la sentenza sulla sua interdizione, era necessario», dice Paola. «Il dolore si è accumulato in questi anni».<br />
Davanti alla corte di Bologna, Mario Alessi ha accusato in maniera fredda e precisa la sua ex compagna, Antonella Conserva, condannata in primo grado a 30 anni di carcere. La donna ha sempre negato ogni responsabilità nel rapimento e nell’omicidio. Secondo Alessi, sarebbe stata invece sempre al corrente del piano del rapimento.<br />
Di più, avrebbe confezionato i passamontagna usati per il sequestro. «Avevo giurato su mio figlio che non avrei<br />
coinvolto Antonella», ha detto Alessi, «ma un sacerdote in carcere mi ha detto che i giuramenti su presupposti falsi non hanno valore. Così ho deciso di parlare». Poi, si è rivolto direttamente all’ex compagna: «Sapevi tutto, eri a conoscenza di tutto, è inutile mentire, ora ognuno deve prendersi le proprie responsabilità. Forse non eri venuta a prendermi dopo che il piccolo era morto?». Della morte di Tommy, Alessi ha sempree accusato il suo complice, plice. Ha ricostruito: «Prima Salvatore Raimondi mi disse che il bambino era morto soffocato, poi lo vidi che lo colpiva con una vanghetta». Raimondi, dopo il rito abbreviato e l’appello, è stato condannato a 20<br />
anni di reclusione. «È stato terribile, terribile e assurdo», spiega Paola Pellinghelli, «ho i brividi e ancora<br />
adesso non saprei descrivere la scena cui ho assistito in quell’aula. Quella tra Alessi e la Conserva sembrava una lite familiare, uno scontro tra marito e moglie, come ce ne sono tanti. Una lite coniugale. Ma al centro di quella lite c’era l’omicidio del mio Tommy, della mia stellina». Alessi ha continuato, senza tentennamenti: «Qui stiamo parlando di un reatoche abbiamo commesso tutti noi, siamo stati grandi mascalzoni, non ti nascondere. Mi avevi anche detto che per avere più notizie per realizzare il sequestro ti eri offerta alla mamma di Tommaso per aiutarla nei lavori di casa e che non aveva accettato. Ce lo meritiamo l’ergastolo. Io non ho ucciso il piccolo, per questo ho la coscienza pulita, ma dobbiamo pagare per quello che abbiamo fatto. Come fai a non pentirti?». Ha replicato la Conserva: «Sei un falso, vergognati, devi dire la verità». E lui: «Per noi il paradiso non c’è». Poi, rivolto<br />
alla corte: «Questa è una criminale, come lo sono io». «È stato sconvolgente, ho ancorai brividi», racconta la mamma<br />
di Tommy, «forse lui, Mario Alessi, ha iniziato a pensare a che cosa ha fatto. Ha cominciato a rendersene conto. Non parlo di pentimento, no. A un certo punto ha indicato in alto, come se si rivolgesse a Dio, come se volesse far capire<br />
che dovrà rendere conto a qualcuno di più grande». E lei, Antonella Conserva? Il sorriso di Paola è amaro: «Devo misurare le parole. Ha anche detto che l’ho insultata, in aula. Non è vero, non l’ho fatto. Lei aveva il solito sguardo<br />
infido e fiero. È fiera di se stessa».</p>
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		<title>La speranza concreta di Amanda Knox e Raffaele Sollecito</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Dec 2010 09:33:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Nazzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’unico fatto obiettivo, certo, indiscusso è la morte di Meredith Kercher». Il giudice a latere Massimo Zanetti ha esordito così introducendo la sua relazione durante la prima udienza del processo d’appello di Perugia. Davanti a lui Amanda Knox aveva appena finito di rendere la sua dichiarazione spontanea: «Io e Raffaele», ha detto Amanda, «non siamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-3371" href="http://www.kronaka.it/2010/12/20/la-speranza-concreta-di-amanda-knox-e-raffaele-sollecito/amanda-knox-3/"><img class="alignleft size-full wp-image-3371" title="amanda-knox-" src="http://www.kronaka.it/wp-content/uploads/2010/12/amanda-knox-.jpg" alt="" width="450" height="334" /></a>L’unico fatto obiettivo, certo, indiscusso è la morte di Meredith Kercher». Il giudice a latere Massimo Zanetti ha esordito così introducendo la sua relazione durante la prima udienza del processo d’appello di Perugia. Davanti a lui Amanda Knox aveva appena finito di rendere la sua dichiarazione spontanea: «Io e <a href="http://www.kronaka.it/2010/12/11/il-mac-book-pro-di-raffaele-sollecito/">Raffaele</a>», ha detto Amanda, «non siamo assassini, è stato commesso uno sbaglio enorme». Raffaele Sollecito, immobile, ascoltava. Che cosa significa la frase del giudice a latere? Significa che le difese di Amanda e Raffaele (Luciano Ghirga e Carlo Della Vedova per la ragazza e Giulia Bongiorno e Luca Maori per il ragazzo) contestano totalmente <a href="http://www.kronaka.it/2010/12/19/processo-di-perugia-andare-oltre-ogni-ragionevole-dubbio/">il processo di primo grado</a> alla fine del quale, nel dicembre scorso, Amanda e Raffaele furono condannati a 26 e 25 anni di carcere (per Rudy Guede, processato con rito abbreviato, è arrivata dalla Cassazione la conferma della condanna a 16 anni di carcere). Ha detto l’avvocato Maori: «Chiediamo la riapertura del processo a tutto campo, come quella che c’è stata per Alberto Stasi nel processo di Garlasco». Nell’aprile 2009 il giudice Stefano Vitelli, nel processo con rito abbreviato per la morte di Chiara Poggi, decise che molte perizie andassero rifatte completamente da periti “super partes”. «Speriamo che a Perugia vengano ammesse quelle analisi che in primo grado sono state negate», dice a Gente Chris Mellas, padre acquisito di Amanda Knox: «Non sappiamo quali saranno le decisioni della giuria ma, certo, l’inizio di questo processo sembra molto diverso da quello di primo grado».<br />
La difesa di Raffaele Sollecito chiede che vengano realizzate analisi sul gancetto di reggiseno trovato a terra in casa di Meredith, ma repertato solo 40 giorni dopo il delitto e sul quale, secondo le perizie della polizia scientifica, vennero individuate tracce del Dna di Raffaele. Viene chiesta poi l’analisi, mai effettuata, su tracce organiche rinvenute sulla federa del cuscino di Meredith. La richiesta della difesa prevede anche l’analisi del computer MacBook Pro di Raffaele. Secondo l’avvocato Giulia Bongiorno, l’analisi del computer potrà dimostrare che Sollecito, la notte dell’omicidio, fu sempre davanti al computer. Importante anche la richiesta di nuove testimonianze. La prima riguarda le dichiarazioni di un senzatetto che raccontò di aver visto, la notte dell’omicidio, Amanda e Raffaele nel piazzale di Perugia da cui partono le navette per le discoteche. L’uomo spiegò di aver notato i due ragazzi nella confusione degli altri giovani che salivano sui mezzi per andare in discoteca. La difesa avrebbe però accertato che quella notte le discoteche erano chiuse e quindi le navette non funzionavano. È attesa anche la decisione per la richiesta della difesa di Sollecito di ascoltare Mario Alessi, condannato all’ergastolo in via definitiva per l’omicidio di Tommaso Onofri. Alessi, con altri tre detenuti del carcere di Viterbo, sostiene che Guede, a sua volta condannato a 16 anni per l’omicidio, avrebbe raccontato che Raffaele e Amanda non c’entrano nulla con il delitto. Guede smentisce di aver fatto quelle dichiarazioni. La difesa dell’ivoriano ha sempre sostenuto che Rudy si trovava in bagno negli istanti in cui Meredith veniva uccisa.<br />
Un altro testimone, la cui convocazione è richiesta dalla difesa di Amanda Knox, è Luciano Aviello, collaboratore di giustizia condannato per reati di camorra. Aviello accusa suo fratello di essere l’autore dell’omicidio di Meredith. L’ex camorrista, che era a Perugia nel periodo del delitto, ha scritto ai magistrati che quella sera suo fratello era tornato a casa sporco di sangue spiegando di essere entrato con un complice nella casa di via della Pergola per commettere un furto. Sempre secondo Aviello, quando il fratello e il complice vennero scoperti da Meredith, la uccisero. L’uomo sostiene di aver sotterrato il coltello usato per il delitto coprendolo con terra e calce. E di aver sotterrato anche le chiavi della villetta, che suo fratello quella sera portò via. È attendibile Aviello? Secondo i giudici del processo di primo grado, che rifiutarono di ascoltarlo, no. Ora la giuria della Corte d’Appello si è riservata di decidere se ammettere o meno la sua testimonianza nel corso del processo.</p>
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		<title>Tommy Onofri: Alessi all&#8217;ergastolo ma per la Conserva tutto da rifare</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Dec 2010 08:48:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Nazzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Corte di Cassazione ha confermato la condanna all&#8217;ergastolo di Mario Alessi per il rapimento e l&#8217;omicidio di Tommaso Onofri. A  sorpresa ha invece annullato la condanna a 30 anni per Antonella Conserva, la compagna di Alessi. Noi qui avevamo anticipato tutto.
Il 13 dicembre la Corte di Cassazione scriverà un nuovo capitolo, forse  definitivo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-3300" href="http://www.kronaka.it/2010/12/14/tommy-onofri-alessi-allergastolo-ma-per-la-conserva-tutto-da-rifare/conserva/"><img class="alignleft size-full wp-image-3300" title="conserva" src="http://www.kronaka.it/wp-content/uploads/2010/12/conserva.jpg" alt="" width="250" height="296" /></a>La Corte di Cassazione ha confermato la condanna all&#8217;ergastolo di Mario Alessi per il rapimento e l&#8217;omicidio di Tommaso Onofri. A  sorpresa ha invece annullato la condanna a 30 anni per Antonella Conserva, la compagna di Alessi. Noi qui avevamo anticipato tutto.</p>
<p>Il 13 dicembre la Corte di Cassazione scriverà un nuovo capitolo, forse  definitivo, su una delle storie più terribili che abbiano colpito  l’italia negli ultimi anni: il rapimento e l’omicidio di Tommy Onofri,  il bambino di soli 18 mesi, sequestrato nella sua casa di  Casalbaroncolo, in provincia di Parma, il 2 marzo 2006 e ritrovato morto  un mese dopo. I due uomini considerati esuctori materiali,  Mario  Alessi e Pasquale Barbera sono stati condannati rispettivgamente  all’ergastolo e a 20 anni di relcusione. Antonella Conserva, compagna di  Aleessi, è stata condannata a 30 anni di reclusione. Dal carcere, in  vista della Cassazione, Antonella Conserva ha voluto lanbciare un  appello: “Sono condannata ingiustamente a 30 anni di carcere perché  accusata di aver partecipato al rapimento del piccolo Tommaso Onofri,  massacrato bestialmente dalla malvagità di uno o due assassini. Sono  stata condannata perché i due rapitori del bambino, Alessi e Raimondi ,  per salvarsi e ottenere benefici, mi hanno calunniata e messa in mezzo”.<br />
Nwei primi due gradi di giudizio, le giurie non però hanno avuto alcun  dubbio sul ruolo svolto dala Conserva. la setssa mamma di Tommy, Paola  Pellinghelli, durante il processo d’appello, disse: «Durante il processo  ha sempre avuto quello sguardo infido e fiero».<br />
Dice il criminalista Carmelo Lavorino, che con gli avvocati Eduardo  Rotondi, Luigi Vincenzo e Pieluigi Anastasio, fa parte del collegio  difensivo della Conserva: «Alessi e Raimondi sono la punta ributtante di  un iceberg criminale. Ma Antonella Cosnerva non c’entra niente, è stata  solo un utile capro espiatorio per i due autori del crimine».<br />
Lavorino si spinge poi a formulare un’ipotesi completamente nuova:  «Secondo noi i due rapitori, dopo il sequestro di Tommy e  prima di  arrivare al Bosco dei Bissi, dove il copro del povero bambvino venne poi  rinvenuto, hanno avuto un incontro con un’entità segreta organizzatrice  del sequestro. Tommaso doveva morire è perhcé era stato condannato a  morte dalla misteriosa entità». Secondo il criminologo quindi, Tommy  venne rapito su commissione: «Qualcuno voleva vendicarsi dei genitori  del bambino. Il braccio armato di questa vendetta è stato rappresentato  da Alessi e Raimondi. Ma noi siamo convinti che ci sia una mente di cui  ancora non si sa nulla».</p>
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		<title>I difensori di Antonella Conserva dicono: qualcuno diede ordine di rapire Tommy Onofri</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Dec 2010 11:48:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Nazzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 13 dicembre la Corte di Cassazione scriverà un nuovo capitolo, forse definitivo, su una delle storie più terribili che abbiano colpito l’italia negli ultimi anni: il rapimento e l’omicidio di Tommy Onofri, il bambino di soli 18 mesi, sequestrato nella sua casa di Casalbaroncolo, in provincia di Parma, il 2 marzo 2006 e ritrovato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-3271" href="http://www.kronaka.it/2010/12/09/i-difensori-di-antonella-conserva-dicono-qualcuno-diede-ordine-di-rapire-tommy-onofri/tommaso1/"><img class="alignleft size-full wp-image-3271" title="tommaso[1]" src="http://www.kronaka.it/wp-content/uploads/2010/12/tommaso1.jpg" alt="" width="400" height="500" /></a>Il 13 dicembre la Corte di Cassazione scriverà un nuovo capitolo, forse definitivo, su una delle storie più terribili che abbiano colpito l’italia negli ultimi anni: il rapimento e l’omicidio di Tommy Onofri, il bambino di soli 18 mesi, sequestrato nella sua casa di Casalbaroncolo, in provincia di Parma, il 2 marzo 2006 e ritrovato morto un mese dopo. I due uomini considerati esuctori materiali,  Mario Alessi e Pasquale Barbera sono stati condannati rispettivgamente all’ergastolo e a 20 anni di relcusione. Antonella Conserva, compagna di Aleessi, è stata condannata a 30 anni di reclusione. Dal carcere, in vista della Cassazione, Antonella Conserva ha voluto lanbciare un appello: “Sono condannata ingiustamente a 30 anni di carcere perché accusata di aver partecipato al rapimento del piccolo Tommaso Onofri, massacrato bestialmente dalla malvagità di uno o due assassini. Sono stata condannata perché i due rapitori del bambino, Alessi e Raimondi , per salvarsi e ottenere benefici, mi hanno calunniata e messa in mezzo”.<br />
Nwei primi due gradi di giudizio, le giurie non però hanno avuto alcun dubbio sul ruolo svolto dala Conserva. la setssa mamma di Tommy, Paola Pellinghelli, durante il processo d’appello, disse: «Durante il processo ha sempre avuto quello sguardo infido e fiero».<br />
Dice il criminalista Carmelo Lavorino, che con gli avvocati Eduardo Rotondi, Luigi Vincenzo e Pieluigi Anastasio, fa parte del collegio difensivo della Conserva: «Alessi e Raimondi sono la punta ributtante di un iceberg criminale. Ma Antonella Cosnerva non c’entra niente, è stata solo un utile capro espiatorio per i due autori del crimine».<br />
Lavorino si spinge poi a formulare un’ipotesi completamente nuova: «Secondo noi i due rapitori, dopo il sequestro di Tommy e  prima di arrivare al Bosco dei Bissi, dove il copro del povero bambvino venne poi rinvenuto, hanno avuto un incontro con un’entità segreta organizzatrice del sequestro. Tommaso doveva morire èperhé era stato condannarto a morte dalla misteriosa entità». Secondo il criminologo quindi, Tommy venne rapito su commissione: «Qualcuno voleva vendicarsi dei genitori del bambino. Il braccio armato di questa vendetta è stato rappresentato da Alessi e Raimondi. Ma noi siamo convinti che ci sia una mente di cui ancora non si sa nulla».</p>
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		<title>Omicidio Tommy: per Salvatore Raimondi confermati vent&#8217;anni di carcere</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 15:33:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Nazzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alcune notizie passano quasi inosservate. Ci sono storie che sembrano aver fatto il loro tempo, come se nessuno dovesse più occuparsene. Pochi si sono accorti che è arrivata la condanna definitiva per Salvatore Raimondi, ritenuto responsabile, con Mario Alessi, del rapimento e dell&#8217;omicidio di Tommaso Onofri.
Raimondi scelse il rito abbreviato, fu condannato a 20 anni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2133" href="http://www.kronaka.it/2010/07/18/omicidio-tommy-per-salvatore-raimondi-confermati-ventanni-di-carcere/images-65/"><img class="alignleft size-full wp-image-2133" title="images" src="http://www.kronaka.it/wp-content/uploads/2010/07/images5.jpg" alt="" width="116" height="89" /></a>Alcune notizie passano quasi inosservate. Ci sono storie che sembrano aver fatto il loro tempo, come se nessuno dovesse più occuparsene. Pochi si sono accorti che è arrivata la condanna definitiva per Salvatore Raimondi, ritenuto responsabile, con <a href="http://www.kronaka.it/2010/06/11/mario-alessi-chiede-perdono-la-mamma-di-tommy-dice-no/">Mario Alessi</a>, del rapimento e dell&#8217;omicidio di <a href="http://www.kronaka.it/2010/04/02/quando-i-giornali-scrivevano-che-il-papa-di-tommy-era-un-mostro/">Tommaso Onofr</a>i.</p>
<p>Raimondi scelse il rito abbreviato, fu condannato a 20 anni di carcere. I processi non riuscirono a stabilire chi fosse stato realmente tra lui e <a href="http://www.kronaka.it/2010/04/19/ora-sono-in-quattro-a-raccontare-la-confessione-di-rudy-guede/">Alessi</a> a uccidere il piccolo Tommy. Vennero quindi condanati entrambi per l&#8217;omicidio. Ora la Cassazione ha chiuso definitivamente la questione per ciò che riguarda Raimondi. Alessi invece non chiese il rito abreviato. Ha preso l&#8217;ergastolo, in primo e secondo grado. Antonella Conserva, compagna e complice di Alessi, ha avuto una condanna a 30 anni. Si proclama da sempre innocente.</p>
<p>C&#8217;è un&#8217;altra piccola vittima in questa storia. Il figlio di dieci anni di Alessi e della Conserva. Vive in una casa famiglia: anche lui ha avuto la vita distrutta dalla folle crudeltà dei genitori.</p>
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		<title>Mario Alessi chiede perdono, la mamma di Tommy dice &#8220;No&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jun 2010 12:18:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Nazzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mario Alessi è una persona che dà i brividi. Osservare le immagini di quando lui e la sua compagna, Antonella Conserva, comparivano in televisione per dare la loro solidarietà alla famiglia Onofri piangendo speranze e fingendo commozione, provoca rabbia e schifo. Ora sappiamo che era stato lui a rapire Tommaso Onofri. Si continua a proclamare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1758" href="http://www.kronaka.it/2010/06/11/mario-alessi-chiede-perdono-la-mamma-di-tommy-dice-no/images-52/"><img class="alignleft size-full wp-image-1758" title="images" src="http://www.kronaka.it/wp-content/uploads/2010/06/images.jpeg" alt="" width="120" height="129" /></a>Mario Alessi è una persona che dà i brividi. Osservare le immagini di quando lui e la sua compagna, Antonella Conserva, comparivano in televisione per dare la loro solidarietà alla famiglia Onofri piangendo speranze e fingendo commozione, provoca rabbia e schifo. Ora sappiamo che era stato lui a rapire Tommaso Onofri. Si continua a proclamare innocente Mario Alessi. Ammette di aver rapito Tommy ma giura di non averlo ucciso. «Non sono stato io», dice, «A uccidere Tommy è stato il mio complice, Salvatore Raimondi».</p>
<p>Alessi chiede perdono. Dice: «Mi pento per tutto il male che ho fatto. Ne sono consapevole». Si rivolge direttamente alla mamma di Tommy, Paola Pellinghelli. La risposta della donna è chiara e netta: «Non me la sento di perdonare, e forse non lo farò mai. Voglio solo che sconti la sua pena. Vorrei che lui e gli altri pagassero fino in fondo e dicessero la verità».</p>
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		<title>Ora sono in quattro a raccontare la &#8220;confessione&#8221; di Rudy Guede</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 14:20:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Nazzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; vero, Mario Alessi non è una persona a cui viene spontaneo credere. È in carcere per un delitto terribile: il rapimento e l&#8217;omicidio di Tommaso Onofri, il piccolo Tommy. Così, quando dice qualcosa viene quasi naturale non dargli retta, infastiditi. Però gli avvocati difensori di Amanda Knox e Raffaele Sollecito sulle dichiarazioni di Mario [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1227" class="wp-caption alignleft" style="width: 134px"><a rel="attachment wp-att-1227" href="http://www.kronaka.it/2010/04/19/ora-sono-in-quattro-a-raccontare-la-confessione-di-rudy-guede/images-39/"><img class="size-full wp-image-1227" title="mario alesssi" src="http://www.kronaka.it/wp-content/uploads/2010/04/images8.jpg" alt="" width="124" height="109" /></a><p class="wp-caption-text">Mario Alessi</p></div>
<p>E&#8217; vero, Mario Alessi non è una persona a cui viene spontaneo credere. È in carcere per un delitto terribile: il rapimento e l&#8217;omicidio di Tommaso Onofri, il piccolo Tommy. Così, quando dice qualcosa viene quasi naturale non dargli retta, infastiditi. Però gli avvocati difensori di Amanda Knox e Raffaele Sollecito sulle dichiarazioni di Mario Alessi hanno deciso di puntare. Alessi sostiene che in carcere, a Viterbo, Rudy Guede, condannato a 16 anni di carcere per il delitto di Meredith Kercher, gli avrebbe rivelato che la Knox e Sollecito con quell&#8217;omicdio non c&#8217;entrano nulla. Secondo Alessi, Guede sarebbe sceso nei particolari, raccontando istante per istante cosa accadde quella notte a Perugia: mentre lui teneva ferma Meredith e un suo amico, di cui non ha fatto il nome, la uccideva.</p>
<p>Tutto falso? Forse. Però c&#8217;è un&#8217;altra notizia. Ciò che ha detto Alessi è stato sottoscritto, parola per parola, da altri tre detenuti del carcere. Hanno proprio firmato una dichiarazione in cui dicono la stessa storia. Non è più solo Alessi a raccontarla, insomma, Ora sono in quattro.</p>
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