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Le Olimpiadi di Rio: una panoramica generale

Olimpiadi del 2016

Le Olimpiadi del 2016, ufficialmente i Giochi della XXXI Olimpiade, avranno inizio il 3 agosto e si concluderanno il 21 dello stesso mese. Sarà un evento di grandi aspettative, come tutte le Olimpiadi, ma che avrà anche una maggiore attenzione grazie all’ingresso di due nuovi sport, ossia il Golf e il Rugby. In realtà, il Golf non è realmente uno sport nuovo per le Olimpiadi, visto che era stato regolarmente inserito nei Giochi Olimpici per due edizioni, ossia quella del 1900 di Parigi e quella del 1904, che si tenne a Saint Louis.

Successivamente, però, il Comitato Olimpico eliminò il Golf dall’elenco di sport olimpici. Anche per il Rugby, volendo, si può trovare un precedente, ossia una prima apparizione in alcune edizioni dell’inizio del Novecento. Tuttavia, si trattava di una forma differente, con regole non corrispondenti a quelle moderne.

Oltre al Golf e al Rugby, anche altri 26 sport saranno i protagonisti delle Olimpiadi di Rio, susseguendosi in un calendario ricco di appuntamenti dal 3 al 21 agosto. Va tuttavia specificato che, se anche le prime gare (in particolare alcuni incontri di calcio) avranno inizio il 3 agosto, la cerimonia di apertura si terrà, invece, il giorno 5, di venerdì, presso lo stadio Maracanã (ossia l’Estadio Jornalista Mario Filho).

Una particolarità relativa allo stadio in cui si tengono le due cerimonie, ossia quella inaugurale e quella conclusiva, è che esso ospita sempre anche le gare di atletica, lo sport che rappresenta in qualche modo l’evento più atteso dei Giochi Olimpici.

Tuttavia, le Olimpiadi di Rio, come già quelle di Melbourne del 1956, romperanno questa tradizione e le gare di atletica si terranno presso l’Estadio Nìlton Santos. Farà eccezione la maratona che farà l’ingresso trionfale non presso questo stadio ma presso il Sambodromo di Rio de Janeiro.

I paesi partecipanti e lo spettro del doping

In passato, è accaduto che la partecipazione delle diverse nazioni alle Olimpiadi è stata strettamente legata al contesto storico e politico del periodo in cui sono svolte le Olimpiadi stesse. Le Olimpiadi i Mosca del 1980, ad esempio, videro assenti illustri, visto che gli Stati Uniti d’America non vi parteciparono per protesta contro l’invasione sovietica in Afghanistan. Alle Olimpiadi di Rio, invece, saranno alcuni atleti russi a non partecipare, ma stavolta la motivazione è ben differente.

La Federazione russa di atletica leggera, infatti, travolta dallo scandalo doping, è stata sospesa dal CIO per cui l’atletica leggera russa sarà, quest’anno, l’illustre assente ai giochi olimpici. Potranno tuttavia prendere parte tutti gli atleti russi praticanti altri sport ed alcuni atleti dell’atletica leggera che sono stati riconosciuti esterni allo scandalo doping, come la mezzofondista Yulia Stepanova (tra l’altro premiata dalla IAAF per la sua integrità nello sport) e la saltatrice Daria Klishina, che proprio ad inizio luglio ha ottenuto il via-libera alla partecipazione. Olimpiadi del 2016

E lo spettro del doping peserà anche sull’atletica italiana, a causa dello scandalo che ha travolto il marciatore Alex Schwazer, sulle cui irregolarità, dubbi e coinvolgimenti sta indagando addirittura la procura antimafia.

Più positivo, invece, il quadro che riguarda i paesi partecipanti e, in particolare, il Sud Sudan nazione di recente formazione che ha ottenuto il riconoscimento dal CIO potendo quindi partecipare con un gruppo di atleti praticanti i diversi sport. La rappresentativa sarà composta da pochi atleti, tra cui Guor Marial, maratoneta che durante le Olimpiadi di Londra del 2012, corse sotto la bandiera del CIO visto che il Sud Sudan era allora in guerra per la liberazione e l’atleta si trovava in condizione di rifugiato.

E proprio dalla storia di questo atleta, a Rio verrà presentata una squadra che unisce, sotto un’unica bandiera, tutti gli atleti scappati a guerre e situazioni politiche difficili: la squadra dei rifugiati. Per il primo anno nella storia delle Olimpiadi, infatti, il CIO ha riconosciuto una squadra di atleti che, fuggendo dalla guerra e dalle violenze del proprio paese hanno trovato asilo politico e rifugio in nazioni libere di tutto il mondo.

Dieci in tutto i rifugiati che, riconosciuti dall’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, gareggeranno non per il loro paese, ma sotto la bandiera del CIO. In caso di vittoria, per loro suonerà l’Inno Olimpico, risalente alla prima edizione delle Olimpiadi moderne, ossia quelle di Atene del 1896.

Fonte: Olimpiadi – sport.sky.it/sport/olimpiadi/rio-2016.html

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Name: Cristina