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Connessione tra il sapersi godere la vita e la longevità

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I campi di ricerca della scienza sono ormai i più disparati e tra questi vi è anche quello relativo alle aspettative di vita degli esseri umani che vivono in Occidente. Ebbene, un recente studio condotto da alcuni ricercatori di stanza nel Regno Unito e precisamente nella University College di Londra, ha messo in luce come per vivere più a lungo non sia soltanto necessario cercare di mantenere un regime alimentare sano e uno stile di vita che presenti vicino a se lo stesso aggettivo, ma che per riuscire in questo intento a cui tutti anelano risulta fondamentale anche sapersi godere la vita.

Godersi la vita fa diminuire il rischio di morte

Sembra banale e probabilmente lo è, ma uno dei segreti per vivere meglio e più a lungo sembrerebbe essere l’imparare a godersi la vita, cosa che però una persona su quattro, per i più svariati motivi, non riesce a fare. segreti_longevita

Questo è il risultato di una ricerca che mette nuovamente la scienza in prima linea nel cercare di capire i fattori che incidono sulla durata della vita dei singoli individui. Lo studio, i cui esiti sono stati resi noti attraverso un lungo e dettagliato articolo comparso sulla rivista Bmj, ha evidenziato come l’essere capaci di trarre sensazioni di stampo positivo dalle situazioni della vita sia connesso ad un abbassarsi del rischio di morte.

Come si è svolta la ricerca?

Questa ricerca ha visto collaborare circa 9400 persone, tutte di nazionalità inglese e con una età media di poco superiore ai 60 anni. A tutti, nessuno escluso, è stato chiesto tra il 2002 e il 2006, ad intervalli regolari di due anni, di rispondere ad alcuni questionari in cui veniva loro chiesto se pensavano di provare determinate sensazioni di segno positivo, quali l’apprezzamento del proprio lavoro, della propria vita nel complesso, guardando al passato e al presente, e delle relazioni interpersonali instaurate nel corso degli anni.

Una volta terminato il periodo di analisi, l’equipe di ricercatori ha analizzato i risultati e da questi è emerso che circa il 25% non provava sensazioni di segno positivo in relazione alla propria vita nel complesso.

L’altro dato su cui la scienza, attraverso questa ricerca, invita probabilmente a riflettere, risulta essere quello delle morti accertate al 2013 tra chi ha partecipato allo studio: il numero si è infatti attestato ad una cifra pari a 1310 decessi.

Cosa indica il numero dei decessi?

Secondo i risultati dello studio, su cui ora anche il mondo della scienza si sta ovviamente interrogando, i decessi hanno riguardato maggiormente coloro che nel periodo preso in esame dai questionari avevano avuto meno occasioni in cui provare sensazioni di segno positivo in merito alla propria esistenza.

A godersi di più la vita, secondo i risultati dello studio sono sembrate essere le donne e coloro con un certo livello di istruzione e una buona condizione economica, anche se un grado basso di mortalità si è registrato anche tra coloro che al momento dell’inizio dello studio erano i più giovani tra i partecipanti allo stesso.

Ad ogni modo i ricercatori, pur ammettendo che la scienza dovrà effettuare ulteriori studi sul rapporto tra felicità e tasso di mortalità, hanno affermato che risulta assai probabile una correlazione tra un rischio di morte più elevato e una incapacità, voluta o meno, di godere delle piccole gioie della vita di ogni giorno.

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Name: Cristina