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Outcast: la nuova frontiera dell’orrore in tv

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Robert Kirkman: garanzia di successo

Outcast, fruibile in streaming sul sito NowTv, è l’appuntamento seriale più atteso dell’estate. Sin dalla sua prima puntata è possibile rendersi conto di come questa serie televisiva sia spaventosa, come poche altre produzioni hanno saputo essere.

Del resto, dietro a questo telefilm, troviamo Robert Kirkman, vera e propria garanzia di qualità e di terrore: si tratta, infatti, dell’autore del fumetto da cui è stata tratta ″The Walking Dead″, spietato affresco di ciò che resta dell’umanità dopo una brutale apocalissi.

Anche ″Outcast″ si basa su un’opera cartacea scritta da Kirkman: il fumettista, però, ha deciso di partecipare in modo molto attivo alla trasposizione televisiva di questa sua nuova creatura, in modo tale che il lavoro degli show-runner non la porti troppo lontano dal sentiero da lui determinato. Sembra che la sua strategia sia vincente: questa serie televisiva, a sole poche settimane dalla sua messa in onda, è già stata rinnovata per una seconda stagione.

L’incipit: puro orrore stile Esorcista

Difficile che una serie televisiva risulti sin dalle sue prime scene violenta, sconvolgente e spaventosa: ad ″Outcast″, invece, sono bastate soltanto poche inquadrature per sprofondare i suoi spettatori in un quadro orrorifico degno del miglior cinema di genere. Un bambino, Joshua Austin è il suo nome, osserva un insetto mentre cammina sulle piastrelle del bagno di casa sua.

Senza proferire parola, gli assesta una testata estremamente violenta e ne lecca la carcassa, inghiottendola. In un secondo momento, si reca in cucina mosso da fame atavica ed inizia a sgranocchiare il contenuto di un sacchetto di patatine.outcast

Quando sua madre lo riprende, il bambino si volta, rivelando come fosse intento, in realtà, a divorare le sue stesse dita. Nel corso della prima puntata scopriremo come il piccolo Joshua sia vittima di un demone malvagio che ha preso il controllo delle sue spoglia mortali.

Kyle Barnes: il reietto

Il protagonista della produzione è Kyle Barnes: fin dalle inquadrature iniziali della prima puntata di ″Outcast″ ci rendiamo conto di come questo giovane uomo viva ai margini della società civile, in una casa fatiscente e trascurata. Scopriremo presto come la sua non sia affatto una forma di sociopatia: a partire dalla sua infanzia, Kyle è stato sottoposto alle continue violenze di demoni feroci.

Quando era bambino, sua madre era stata posseduta da una di queste soprannaturali creature. Il bambino era stato sottoposto ad indicibili violenze fisiche e psicologiche: in quell’occasione, però, aveva intuito di possedere qualcosa di speciale, in grado di proteggerlo dall’aggressività demoniaca. Le sue lacrime, il suo sangue, la sua forza erano in grado di sconfiggere queste entità: i meccanismi di questo suo potere, però, sono sempre rimasti a lui sconosciuti.

Diventato adulto, Kyle ha cercato a lungo di dimenticare quanto subìto durante la sua infanzia: convinto di esserci riuscito ha cambiato città, si è innamorato, sposato e ha messo al mondo una splendida bambina. Un giorno è tornato a casa e ha scoperto con orrore come la sua adorata moglie, posseduta da un demone, fosse in procinto di ammazzare la loro bambina. Kyle si è reso così conto di come queste creature stessero seguendo lui e, quindi, ha deciso di isolarsi dal resto del mondo per non provocare ulteriore dolore alle persone che amava.

Fare i conti con il passato

″Outcast″ è, però, una serie davvero diabolica: proprio quando Kyle sembra rassegnato alla sua vita solitaria, si trova dinnanzi alla consapevolezza di dover usare le sue capacità per eliminare il maligno dalla faccia della Terra.

Incontra, infatti, il reverendo Anderson: si tratta di un pastore davvero particolare, dedito al fumo, all’alcool ed al gioco d’azzardo. È stato lui a cercare di aiutare il piccolo Kyle durante la sua infanzia: da allora ha deciso di prodigarsi per salvare chiunque si trovi nella stessa situazione.

È diventato un esorcista: il piccolo Josua è solo l’ultimo sventurato che sta cercando di salvare. Per farlo chiede la collaborazione di Kyle: dopo una breve esitazione, il giovane decide di darsi da fare e si trova a conversare con il demone che possiede il corpo del bambino. L’essere gli rivela come sia proprio lui che stava cercando: sono svariati anni che i demoni cercano ″il reietto″ per portare via la luce che dimora in lui.

Detto questo gli salta addosso: esattamente come aveva fatto la madre di Kyle anni addietro, la creatura cerca di portargli via l’anima. Fortunatamente, il nostro protagonista riesce a salvarsi, facendo ingerire il proprio sangue al bambino. In questo modo il demone viene costretto a lasciare il suo ospite: il piccolo Joshua è salvo. Kyle, invece, capisce che la sua lotta contro il maligno è appena cominciata.

Un’atmosfera da brividi

″Outcast″ si distingue dalle altre serie televisive horror in onda in questo periodo per il realismo con cui è stata girata: se ″The Walking Dead″ risulta spesso fumettistica, se ″American Horror Story″ si distingue per essere patinata, ″Outcast″ colpisce lo spettatore per essere spaventosa ed angosciante, violenta ed esplicita.

Dalla fotografia alle inquadrature, dalla scelta degli attori alla scrittura della sceneggiatura, tutto in questa serie televisiva comunica angoscia e precarietà. Le uniche scene che sembrano esenti da quest’atmosfera soffocante sono quelle in cui Kyle ricorda la sua vita felice al fianco di sua moglie e di sua figlia: il contrasto tra la sua passata serenità e la sua angoscia attuale rende ancora più evidente la sua condizione di vita e lo stato psicologico in cui verte il personaggio.

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Name: Cristina