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	<title>Kronaka.it</title>
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	<description>Le storie. Il blog di Stefano Nazzi</description>
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		<title>Ultras e altri tifosi: tutti insieme (è successo a Varese). La Tessera del Tifoso è anche questo</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 14:39:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Nazzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri allo stadio  di Varese è successa questa cosa: a meno di mezz&#8217;ora dall&#8217;inizio della partita una cinquantina di ultras dell&#8217;Empoli è entrata nel settore Distinti. Ci sono arrivati come &#8220;tifosi sparsi&#8221;, non organizzati. Mentre la curva destinata agli ospiti e il parcheggio annesso erano  vuoti. Questo è successo perché i tifosi che non fanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2386" href="http://www.kronaka.it/2010/09/06/ultras-e-altri-tifosi-tutti-insieme-e-successo-a-varese-la-tessera-del-tifoso-e-anche-questo/nipp1980/"><img class="alignleft size-full wp-image-2386" title="nipp1980" src="http://www.kronaka.it/wp-content/uploads/2010/09/nipp1980.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a>Ieri allo stadio  di Varese è successa questa cosa: a meno di mezz&#8217;ora dall&#8217;inizio della partita una cinquantina di <a href="http://www.kronaka.it/2010/08/22/i-bravi-ragazzi-delle-curve/">ultras</a> dell&#8217;Empoli è entrata nel settore Distinti. Ci sono arrivati come &#8220;tifosi sparsi&#8221;, non organizzati. Mentre la curva destinata agli ospiti e il parcheggio annesso erano  vuoti. Questo è successo perché i tifosi che non fanno la Tessera del Tifoso non possono acquistare, per le trasfserte, i biglietti dei settori riservati agli ospiti. Possono però benissimo comprare biglietti di qualsiasi altro settore. È ciò che hanno fatto i tifosi dell&#8217;Empoli. Non è accaduto assolutamente nulla. Anche se la tifoseria dell&#8217;Empoli è una tifoseria da sempre di  sinistra e lo stadio del Varese è dominato da una componente ultras di estrema destra. Basti pensare che il gruppo egemone si chiama  &#8220;Blood  Honour&#8221;.</p>
<p>La stessa cosa è accaduta in altri stadi d&#8217;Italia. Può darsi che la <a href="http://www.kronaka.it/2010/08/22/i-bravi-ragazzi-delle-curve/">Tessera del Tifoso</a> serva sul serio a combattere i violenti. Ma qualcuno dovrà pensare anche a che cosa può succedere mischiando ultras in trasferta e  tifosi cosidddetti normali.</p>
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		<title>Vallanzasca: le storie vanno raccontate, anche quando sono brutte</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 12:58:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Nazzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non so come sia il film su Renato Vallanzasca presentato al Festival di Venezia. Bello, brutto, chissà. Però racconta una storia. Una storia che fa parte di un&#8217;epoca, di una città, di un Paese. È la storia di Renato Vallanzasca, un bandito, uno che ha ucciso e rubato. Uno che comunque ha pagato: 37 anni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2382" href="http://www.kronaka.it/2010/09/06/vallanzasca-le-storie-vanno-raccontate-anche-quando-sono-brutte/esterne211810032104181130_big/"><img class="alignleft size-full wp-image-2382" title="esterne211810032104181130_big" src="http://www.kronaka.it/wp-content/uploads/2010/09/esterne211810032104181130_big.jpg" alt="" width="415" height="520" /></a>Non so come sia il film su Renato Vallanzasca presentato al Festival di Venezia. Bello, brutto, chissà. Però racconta una storia. Una storia che fa parte di un&#8217;epoca, di una città, di un Paese. È la storia di Renato Vallanzasca, un bandito, uno che ha ucciso e rubato. Uno che comunque ha pagato: 37 anni di carcere. È la storia di una certa malavita, di una città che è profondamente cambiata, di &#8220;un&#8217;etica&#8221; criminale che comunque è esistita. Può piacere o non piacere. Però è una storia. E le storie vanno raccontatre, anche se sono brutte.</p>
<p>Intendiamoci: i parenti delle vittime hanno tutto il diritto di protestare, di dire la loro, di invitare la gente a non andare a vedere il film. Così come Michele Placido ha il diritto a raccontarla, la sua storia. E poi ognuno si farà la sua idea, oppure resterà con quella che aveva prima. Magari avrà imparato semplicemente a conoscere vicende di cui sapeva poco.</p>
<p>È uscito un libro, ai primi di settembre, l&#8217;ha scritto Leonardo Coen, giornalista di Repubblica. Si intitola &#8220;Renato Vallanzasca, l&#8217;ultima fuga&#8221;. È un bel libro che riesce a raccontare cronaca e stati d&#8217;animo senza mai indignarsi, commuoversi, indulgere. È il racconto di un&#8217;epoca molto lontana, cupa e spesso scura. Ed è il racconto di un uomo, Vallanzasca, che riesce a smantellare il suo stesso mito. Che è sempre ben conscio di ciò che ha fatto, e che sa di aver fatto male a tanta gente. Non chiede perdono, al perdono lui non crede. Parla e racconta, consapevole di non poter fare più nulla, ma proprio nulla, per riparare al male che ha fatto.</p>
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		<title>Sta accadendo di nuovo: Sara Scazzi, un&#8217;altra ragazza scomparsa nel nulla</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 15:43:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Nazzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da dieci giorni di Sara Scazzi non si sa più nulla. Non c&#8217;è una traccia, non c&#8217;è un segnale telefonico, una pista su Internet. Nulla. Almeno, così pare (ma forse gli investigatori qualcosastanno seguendo, qualcuno stanno controllando).
Ciò che si sa è che Sara è scomparsa in poche decine di metri. Un niente. Un testimone, un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2378" href="http://www.kronaka.it/2010/09/05/sta-accadendo-di-nuovo-sara-scazzi-unaltra-ragazza-scomparsa-nel-nulla/images-1-48/"><img class="alignleft size-full wp-image-2378" title="images-1" src="http://www.kronaka.it/wp-content/uploads/2010/09/images-1.jpg" alt="" width="135" height="97" /></a>Da dieci giorni di Sara Scazzi non si sa più nulla. Non c&#8217;è una traccia, non c&#8217;è un segnale telefonico, una pista su Internet. Nulla. Almeno, così pare (ma forse gli investigatori qualcosastanno seguendo, qualcuno stanno controllando).</p>
<p>Ciò che si sa è che Sara è scomparsa in poche decine di metri. Un niente. Un testimone, un ragazzo di Avetrana, dice di averla vista mentre attraversava la spartitraffico di via Kennedy, diretta verso via Sanzio. Quindi aveva già percorso gran parte del tragitto: pochi minuti e sarebbe arrivata soto casa della cugina, Sabrina, che la aspettava. Chi c&#8217;era in quei 50 metri? Chi la guardava e seguiva?</p>
<p>Scrivendo e leggendo di tante persone scomparse pensavo non fosse più possibile. Angela Cekentano, Denise Pipitone, e più indietro Sandra Sandri, Ottavia De Luise, Crstina Golinucci. Ed Elisa Claps, di cui non si è saputo e capito nulla per 17 anni. Credevo non dovesse più succedere. Sta accadendo di nuovo.</p>
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		<title>Sara è scomparsa da otto giorni: ora si indaga sul profilo psicologico</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 12:43:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Nazzi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2370" href="http://www.kronaka.it/2010/09/03/sara-e-scomparsa-da-otto-giorni-ora-si-indaga-sul-profilo-psicologico/sara-scazzi-21-193x290/"><img class="alignleft size-full wp-image-2370" title="Sara Scazzi" src="http://www.kronaka.it/wp-content/uploads/2010/09/Sara-Scazzi-21-193x290.jpg" alt="" width="193" height="290" /></a>Otto giorni sono un&#8217;enormità. Dov&#8217;è Sara Scazzi? Sembra di seguire un bollettino: ancora oggi nessuna notizia. però i giornali scrivono che tra le ipotesi si è fatta più forte quella della fuga volontaria. Gli investigatori valutano l&#8217;ipotesi che Sarah possa essersene andata di sua volontà con qualcuno di sua assoluta fiuducia. Tra l&#8217;altro è stato interrogato per nove ore Ivano, amico di Sarah. Pare che la ragazza si fosse invaghita di lui. I carabinieri stanno analizzando materiale sequestrato a casa della quindicenne e alcuni sms scambiati tra Ivano e la cugina Sabrina che parlano proprio di Sara.</p>
<p>Ad Avetrana sono arrivati gli agenti del Rac, Reparto analisi criminologiche. Dovranno fornire un profilo psicologico della ragazza analizzando quaderni, diari lettere di Sara.</p>
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		<title>Aiuto, Gianfranco Stevanin come Robert De Niro in Mission</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 16:10:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Nazzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ecco, mi mancava. Ci mancava. Gianfranco Stevanin vuole farsi frate. Ora prima di andare avanti, vale la pena  ricordare di chi stiamo parlando. Stevanin è quel signore di ormai quasi 50 anni che è stato condannato all&#8217;ergastolo per aver fatto a pezzi quattro donne (probabilmente però sono di più). Lo arrestarono nel 1994 per estorsione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2362" href="http://www.kronaka.it/2010/09/01/gianfranco-stevanin-ammazzava-le-donne-ora-vuole-farsi-frate-almeno-cosi-dice-libero/images-69/"><img class="alignleft size-full wp-image-2362" title="images" src="http://www.kronaka.it/wp-content/uploads/2010/09/images.jpg" alt="" width="246" height="205" /></a>Ecco, mi mancava. Ci mancava. Gianfranco Stevanin vuole farsi frate. Ora prima di andare avanti, vale la pena  ricordare di chi stiamo parlando. Stevanin è quel signore di ormai quasi 50 anni che è stato condannato all&#8217;ergastolo per aver fatto a pezzi quattro donne (probabilmente però sono di più). Lo arrestarono nel 1994 per estorsione e violenza sessuale ai danni di una prostituta. Accadde però, che proprio mentre era detenuto, un contadino trovò, vicino alla casa di Stevanin, a Terrazzo, in provincia di  Verona, un sacco nero della spazzatura con dentro i resti di una donna. I magistrati mandarono le ruspe, saltarono fuori altri due cadaveri. In casa, oltre 700 fotografie pornografiche di donne. Tra queste anche le foto di due ragazze di cui non si avevano più notizie.</p>
<p>Stevanin confessò alcuni omicidi, poi ritrattò. Al processo si presentò con il cranio rasato per far vedere una grossa cicatrice, testimonianza di un grave incidente di moto avuto anni prima. La Difesa puntò tutto su quella cicatrice: in seguito a quell&#8217;incidente, dissero, Stevanin non è capace di intendere e di volere. Dai ritrovamenti, dalle foto e dai documenti trovati  nel cascinale e dalle ricostruzioni  risultarono almeno quattro  vittime certe più due sconosciute. Blazenka Smoljo, il cui corpo fu ritrovato il 3 luglio 1994 in un fosso a  Terrazzo da un contadino.  Biljana Pavlovic, sparita nel 1994, era originaria della ex Jugoslavia,  faceva la prostituta. Il suo corpo fu ritrovato il 12 novembre 1994,  seppellito in uno dei poderi della famiglia Stevanin.  Claudia Pulejo, soffocata, era scomparsa il 15 gennaio del 1994. Claudia  era tossicodipendente, amica di Gianfranco. Il suo corpo   fu ritrovato  il 1 dicembre 1995. Roswita Adlassing  scomparve nel maggio del 1993 ma il  suo corpo non fu mai ritrovato. Di lei rimane però fu rinvenuta una scheda a casa di Stevanin in cui l&#8217;uomo la descriveva e dava giudizi sulle sue prestazioni sessuali. La terrificante lista si  chiude con due sconosciute, una ragazza trovata tagliata a pezzi in un  sacco e un&#8217;altra mutilata nelle parti intime, di cui rimangono solo delle  foto.<br />
Stevanin venne riconosciuto capace di intendere e di volere e condannato all&#8217;ergastolo. Sentenza ribaltata in appello: questa volta venne riconosciuta l&#8217;incapacità di intendere e di volere: condanna a dieci anni di manicomio criminale. La Cassazione mandò di nuovo all&#8217;aria tutto: si tornò a un nuovo processo d&#8217;appello e a un nuovo ergastolo. Sentenza confermata dalla Cassazione. Nel periodo in cui era detenuto in manicomio, tra l&#8217;altro, Stevanin venne aggredito da un altro malato-detenuto che lo ferì gravemente alla gola. Per giorni restò tra la vita e la morte.</p>
<p>Ecco, questo è Gianfranco Stevanin. La sua storia è brutta e difficile da raccontare. Da allora è in carcere: attualmente è a Opera.</p>
<p>Oggi il quotidiano Libero titola: &#8220;Il serial killer si fa frate&#8221;. Ora, io sono prevenuto: sulla cronaca Libero le spara grossissime. Per esempio qualche mese fa pubblicò un &#8216;intervista a Elisabetta Ballarin, ex fidanzata di Andrea Volpe, in carcere per i delitti delle Bestie di Satana. Be&#8217;, quell&#8217; intervista (in cui si delirava  tra l&#8217;altro dicendo che la Ballarin  avrebbe sposato l&#8217;ergastolano Nicola Sapone), non è mai avvenuta.</p>
<p>Comunque, leggendo poi l&#8217;articolo non si capisce bene come un detenuto &#8220;fine pena mai&#8221; possa diventare francescano del Terzo Ordine di San Francesco. Sul serio, come fa? Stevanin avrebbe detto (non si sa a chi, è un mistero), che vorrebbe seguire altre strade. Va bene. Resta la domanda: come si fa a diventar frate in carcere? Poi, dall&#8217;articolo si capisce (poco) che quando uscirà in permesso Stevanin vorrà trascorrere tempo in convento. Un po&#8217; come Robert De Niro in Mission, che dopo aver assassinato il fratello diventa missionario buono. Solo che qui abbiamo uno squartatore di donne. In effetti forse anche Stevanin avrà permessi. Ma leggendo quello che dice Libero, lui stesso avrebbe detto: «Io mi sento a posto con me stesso. A voi sembrerà un paradosso ma io non so perché sono qui. Potrei pentirmi  soltanto se mi ricordassi  di aver fatto qualcosa. Siccome non mi rendo conto, non ho niente da perdonarmi». Ecco, secondo voi a uno così i magistrati daranno facilmente qualche permesso?</p>
<p>E poi bisognerà anche dirlo: possibile che tutti quelli che entrano cattivi in prigione poi a un certo punto si scoprono buoni, lo diventano solo perché hanno trovato la luce, vogliono diventare preti, suore, missionari? Ma non ce n&#8217;è uno che dica solamente: &#8220;Sono stato un assassino, ho fatto del male ad altri esseri umani, soffro per ciò che ho fatto?&#8221; Ma forse senza parlare di illuminazione nessuno lo prenderebbe in considerazione.</p>
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		<title>Denise Pipitone è sparita sei anni fa</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 13:17:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Nazzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si cerca Sarah Scazzi, la ragazza scomparsa nel nulla sette giorni fa in Puglia. E si pensa anche a chi è finito in un buco nero tanto tempo fa. Per Denise Pipitone sono passati sei anni. Era il 1° settembre 2004, a Mazara del Vallo: denise uscì a giocare fuori dal portone di casa. Poi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si cerca Sarah Scazzi, la ragazza scomparsa nel nulla sette giorni fa in Puglia. E si pensa anche a chi è finito in un buco nero tanto tempo fa. Per Denise Pipitone sono passati sei anni. Era il 1° settembre 2004, a Mazara del Vallo: denise uscì a giocare fuori d<a rel="attachment wp-att-2356" href="http://www.kronaka.it/2010/09/01/denise-pipitone-e-sparita-sei-anni-fa/1228928173375pipitonedenise2/"><img class="alignleft size-full wp-image-2356" title="1228928173375PipitoneDenise2" src="http://www.kronaka.it/wp-content/uploads/2010/09/1228928173375PipitoneDenise2.jpg" alt="" width="442" height="480" /></a>al portone di casa. Poi più nulla. C&#8217;è un processo in corso. Imputata è Jessica Pulizzi, la sorellastra di Denise. Ci sono intercettazioni telefoniche e ambientali che hanno portato polizia e magistrati a chiederne il rinvio a giudizio. C&#8217;è un processo, c&#8217;è un&#8217;imputata ma non c&#8217;è un corpo. Non c&#8217;è nulla.</p>
<p>La mamma di Denise,Piera Maggio, ha rivolto un appello ai Paesi dell&#8217;Europa. Chiede che venga creata una task force internazionale per la ricerca dei <a href="http://www.kronaka.it/2010/08/10/i-bambini-smarriti-come-angela-celentano/">bambini scomparsi</a>.  Sono un oceano, solo in Italia. Nei primi tre mesi del 2010 sono scomparsi 222 bambini, nel 2009 erano stati 1033 quelli inseriti nell’archivio delle ricerche.</p>
<p>Denise compirà 26 anni il prossimo dieci ottobre. Continueremo a parlarne così: &#8220;Compirà&#8221;. Finché non ci saranno notizie non diremo mai &#8220;compirebbe&#8221;.</p>
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		<title>I boss omosessuali della &#8216;ndrangheta (e della mafia e della camorra)</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 15:20:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Nazzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sarano diventati pazzzi i boss della &#8216;nrangheta e leggere, o a sentirsi riferire, che uno dei magistrati che odiano di più, uno di quelli che li bracca da vent&#8217;anni, ha detto, in un&#8217;intervista, che ci sono capi delle &#8216;ndrine omosessuali. Sì, ha detto questo Nicola Gratteri, procuratore aggiunto di Reggio Calabria. Ci sono boss della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2342" href="http://www.kronaka.it/2010/08/31/i-boss-omosessuali-della-ndrangheta-e-delal-mafia-e-della-camorra/ndrangheta/"><img class="alignleft size-full wp-image-2342" title="ndrangheta" src="http://www.kronaka.it/wp-content/uploads/2010/08/ndrangheta.png" alt="" width="272" height="320" /></a>Sarano diventati pazzzi i boss della &#8216;nrangheta e leggere, o a sentirsi riferire, che uno dei magistrati che odiano di più, uno di quelli che li bracca da vent&#8217;anni, ha detto, in un&#8217;intervista, che ci sono capi delle &#8216;ndrine omosessuali. Sì, ha detto questo Nicola Gratteri, procuratore aggiunto di Reggio Calabria. Ci sono boss della potente mafia calabrese, ricca e spietata, che hanno rapporti omosessuali, che non disegnano intrattenersi con travestiti, che magari hanno mogli a casa ma di nascosto, nella latitanza, vanno a letto con altri uomini</p>
<p>Figuriamoci, in un mondo bestiale e arretrato come quello della &#8216;ndrangheta, dove chi subisce il tradimento della moglie deve vendicarsi oppure essere ucciso, che effetto può avere lo scoprire che un capo va a letto con altri uomini. Gratteri dice che queste cose gli investigatori le sanno, che in storie di questo genere chi indaga si è già imbattuto. Capi messi da parte perché sospettati di essere gay. E che devono nascondere i loro rapporti per non essere uccisi.</p>
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		<title>La ricerca disperata di Sarah, scomparsa da giovedì</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 14:02:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Nazzi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2338" href="http://www.kronaka.it/2010/08/31/la-ricerca-disperata-di-sarah-scomparsa-da-giovedi/41591_123397341043447_5261_n/"><img class="alignleft size-full wp-image-2338" title="41591_123397341043447_5261_n" src="http://www.kronaka.it/wp-content/uploads/2010/08/41591_123397341043447_5261_n.jpg" alt="" width="200" height="150" /></a>Non c&#8217;è nulla che dia più angoscia dell&#8217;idea che qualcuno possa scomparire nel nulla. Sparire, letteralmente. Di Sarah Scazzi, 16 anni, non si sa più nulla da  sei giorni. Sarah era ad Avetrano, una cittadina tra Taranto e Lecce, in Puglia: era lì con la mamma, il papà vive a Milano dove fa il muratore. Giovedì, poco dopo le due Sarah è uscita di casa per andare dalla cugina. Meno di 500 metri, vicini al mare. Una strada familiare, fatta tante volte. È lì che Sarah è scomparsa. La cugina non l&#8217;ha vista arrivare, l&#8217;ha chiamata al telefono: pochi squilli, poi la segreteria.</p>
<p>Sarah aveva le cuffie, ascoltava la musica. Che cosa è successo? La famiglia esclude che possa essersi allontanata volontariamente. Scrive la cugina sulla pagina di Facebook che ha aperto: &#8220;Sarah non si è allontanata da casa e svanita nel nulla per sua spontanea volontà. Non ne aveva alcuna ragione. Non era fidanzata e non aveva litigato con nessuno. Queste ipotesi sono da scartare.Per di più, lei è sempre stata una ragazza dal carattere determinato, è sempre passata sopra ogni situazione. Se avesse avuto degli scontri con i genitori prima di uscire, sicuramente avrebbe lasciato perdere. Lei  ascoltava musica mentre andava dalla cugina per andare al mare, quindi  non si poteva rendere conto di una presenza dietro di lei&#8221;.</p>
<p>Non so se possa servire ma la cugina scrive: &#8220;Se avete informazioni scrivete in bacheca oppure chiamate ai numeri 327  59 71 244 (soprattutto se voi volete avere notizie) e 099 97 04 141. Grazie dell&#8217;aiuto e fate girare la voce! &#8220;.</p>
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		<title>Gli errori di Amanda Knox e della sua famiglia</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Aug 2010 10:39:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Nazzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Grandi processi]]></category>
		<category><![CDATA[amanda knox]]></category>
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		<category><![CDATA[delitto perugia]]></category>
		<category><![CDATA[meredith kercher]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2347" href="http://www.kronaka.it/2010/08/29/gli-errori-di-amanda-knox-e-della-sua-famiglia/amanda-knox/"><img class="alignleft size-full wp-image-2347" title="amanda-knox" src="http://www.kronaka.it/wp-content/uploads/2010/08/amanda-knox.jpg" alt="" width="303" height="450" /></a></p>
<p>L&#8217;ho detto più volte in questo blog: credo che Amanda Knox sia innocente. E ho la stessa convinzione per quanto riguarda Raffaele Sollecito. Credo che Rudy Guede sia colpevole. Che sia stato lui, forse con un complice non individuato, a ucidere Meredith Kercher nella notte tra 1 e 2 novembre 2007. Credo che Amanda e Raffaele siano stati, per dirlo con una frase banale ma esatta, le persone sbagliate, nel posto sbagliato, al momento sbagliato. La giuria l&#8217;ha pensata diversamente. Amanda deve scontare 26 anni, Raffaele 25. Il processo d&#8217;appello, a novembre, forse metterà in luce aspetti fin qui probabilmente un po&#8217; troppo trascurati. Però.</p>
<p>Però c&#8217;è qualcosa che non capisco e ormai non mi va proptio giù. Ed è il tentativo della famiglia di Amanda di far apparire la ragazza come una specie di santa, come la persona più buona sulla faccia della terra. Certo, è vero: all&#8217;inizio Amanda è stata raccontata dai giornali italiani come una vedova nera, una mangiatrice di uomini capace di qualisiasi cinismo. Amanda non è così, ovviamente. Ma non è nemmeno lo spirito candido raccontato in maniera naive dalal sua famiglia. Conosco la famiglia di Amanda: sono brave persone, distrutte da questa vicenda, psicologiacmente ma anche materialmente (i viaggi continui tra Seattle e Perugia, le lunghe pause dal lavoro). Forse sono mal consigliati. La verità l&#8217;ha probabilmente scritta una giornalista americana Barbie Latza Nadeau, &#8220;Angel face&#8221; in cui descrive la studentessa di Seattle per quello che è: una ventenne americana venuta a studiare a Perugia. Che imparara, è brava a scuola, vuole laurearsi e nel frattempo, come tutti gli studenti del mondo, cerca pure di divertirsi. Che piace ai ragazzi e a cui i riagazzi piacciono. Che ogni tanto, come milioni di altri studenti in giro per il mondo, si fa qualche canna. Questa è Amanda Knox. Né demone né santa. Normale.</p>
<p>Il libro di Barbie Latza Nadeau non è piaciuto alla famiglia di Amanda. L&#8217;immagine della ragazza deve essere per loro solo agiografica, santificata. Come se questo potesse influenzare davvero una giuria. Ora hanno permeso la pubblicazione di un libro che evidentemente giudicano più corretto: &#8220;Io non vengo con te &#8211; colloqui in carcere con Amanda Knox&#8221;. L&#8217;ha scritto un deputato del Popolo della liberà (i parlamentari hanno acceso quando vogliono in tutte le carceri) che si chiama Rocco Girlanda ed è tra l&#8217;altro presidente dell&#8217;associazione Italia-Usa. Dice Girlanda: &#8220;Racconto una Amanda inedita e profonda che si racconta attraverso la sofferenza  quotidiana del carcere, una persona completamente diversa dall’immagine  mediatica distorta che i media le hanno cucito addosso”. E poi: &#8220;Sogna di adottare dei bambini e di diventare una scrittrice&#8221;.</p>
<p>Mah. Chissà chi ha deciso questa strategia. Meglio, molto meglio il silenzio scelto da Raffaele Sollecito piuttosto che affidarsi a uno scrittore improvvisato, politico di professione. E quindi, tra l&#8217;altro, appartenenete a uno schieramento che non ha mai fatto mistero di considerare i magistrati (o almeno una parte dei magistrati), un male da curare.</p>
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		<title>Ottavia De Luise: si  scava nei terreni del &#8220;viggianese&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 10:45:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Nazzi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[elica claps]]></category>
		<category><![CDATA[montemurro]]></category>
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Piccola notizia però importante. A Montemurro, paesino in proviuncia dei Potenza, si inizia di nuovo a scavare. Questa volta in un posto ben preciso. Si cercano i resti di Ottavia De Luise, una ragazina di 12 anni che sparì 35 anni. Sì, 35 anni fa. E&#8217; dal 12 maggio 1975 che di lei non si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2352" href="http://www.kronaka.it/2010/08/25/ottavia-de-luise-si-scava-nei-terreni-del-viggianese/ottavia-de-luise/"><img class="alignleft size-full wp-image-2352" title="ottavia-de-luise" src="http://www.kronaka.it/wp-content/uploads/2010/08/ottavia-de-luise.jpg" alt="" width="330" height="250" /></a></p>
<p>Piccol<span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia,&amp;amp;quot;">a notizia però importante. A Montemurro, paesino in proviuncia dei Potenza, si inizia di nuovo a scavare. Questa volta in un posto ben preciso. Si cercano i resti di <a href="http://www.kronaka.it/2010/07/21/continuate-a-cercare-ottavia-de-luise/">Ottavia De Luise</a>, una ragazina di 12 anni che sparì 35 anni. Sì, 35 anni fa. E&#8217; dal 12 maggio 1975 che di lei non si sa più nulla. Ora non si cerca in un posto qualsiasi. Si cerca in un terreno che allora apparteneva a un uomo, Giuseppe Alberti, che tutti in paese conoscevano come &#8220;il viggianese&#8221;. Alberti oggi è ultraottantenne, vive a Torino. </span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia,&amp;amp;quot;">Dopo la sparizione di Ottavia, il carabiniere di Montemurro, l&#8217;unico che in pratica indagò, interrogò il viggianese perché aveva segni e graffi sulle braccia. Ed era l&#8217;ultimo a essere stato visto con <a href="http://www.kronaka.it/2010/06/28/le-storie-parallele-di-sandra-sandri-e-ottavia-de-luise/">Ottavia</a>. Poi le indagini si fermarono. Chi legge questo blog sa che dietro 35 anni di nulla c&#8217;è una <a href="http://www.kronaka.it/2010/06/15/ottavia-de-luise-la-bambina-che-nesuno-ha-mai-cercato-davvero/">spiegazione incredibile</a>. Ottavia, allora, in quel paesino del sud, era considerata una &#8220;poco di buono&#8221;, una che in cambio di un gelato si faceva cazrezzare dagli adulti. Per questo, in quell&#8217;Italia del sud bigotta e omertosa del 1975, le indagni andarono a dir poco a rilento. E poi allora, cosa ancora più incredibile, pre procedere contro reati ssesuali ci voleva una denuncia. E la famigla di Ottavia non fece mai denuncia.</span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia,&amp;amp;quot;">Dopo il ritrovamento del corpo di Elisa Claps, a Potenza, il fratello di Ottavia ha detto: &#8220;Cercate anche <a href="http://www.kronaka.it/2010/06/30/ottavia-de-luise-dopo-35-anni-si-riaprono-le-indagini-sul-viggianese/">mia sorella</a>, per favore&#8221;. Sono iniziati gli scavi e nuove indagini sul viggianese. Ora le ruspe si metteranno in moto in quel terreno. Se Ottavia è là sotto la troveranno. Dopo 35 anni.<br />
</span></span></p>
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