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I sondaggi sul referendum costituzionale a circa un mese dal voto

intenzioni di voto al referendum costituzionale

Il referendum costituzionale che comunque vada cambierà gli scenari della politica italiana è ormai vicinissimo. Mancano ormai circa trenta giorni alla consultazione attraverso le quali gli italiani sono chiamati a decidere se approvare la riforma costituzionale voluta da Matteo Renzi e quindi approvare implicitamente anche la sua azione di governo, oppure bocciare il testo della riforma costituzionale, lasciare la Carta così com’è e lanciare al premier e all’esecutivo un forte segnale negativo in merito all’attività sua e del governo.

Come si vede, la posta in palio è davvero alta e coinvolge non soltanto il suo aspetto più importante, ovvero l’architettura istituzionale del paese.

I sondaggi continuano a premiare il fronte del “no”

A circa un mese dal referendum costituzionale il fronte del “no” sembra aver preso un buon margine di vantaggio. Gli ultimi sondaggi danno al fronte che è per la bocciatura della riforma costituzionale il 40% dei voti, mentre la percentuale di chi al referendum costituzionale voterà per cambiare la Costituzione si ferma al momento tre punti sotto, precisamente al 37%.

Questo dato va letto con molta attenzione, visto che stanno calando gli indecisi, che qualche settimana fa si attestavano su una percentuale pari al 25% e ora sono scesi di due punti percentuali, e sta di converso salendo la potenziale affluenza alle urne, arrivata al 56%.

Le intenzioni di voto degli elettori dei singoli partiti

Tra gli elettori del PD che negli ultimi sondaggi hanno risposto in merito alle loro intenzioni di voto al referendum costituzionale del 4 dicembre, circa l’80% è a favore della riforma voluta da Matteo Renzi, mentre solo il 16% andrà alle urne con l’intenzione di votare perchè tutto rimanga così com’è.

I rapporti di forza mutano quando si sposta l’attenzione a quella parte del corpo elettorale che si professa vicina a Lega Nord, M5S e Forza Italia. Tra gli elettori che si riconoscono in questi partiti solo il 20% appoggia la riforma costituzionale, mentre una percentuale oscillante tra il 62% e il 78% afferma che voterà “no” al referendum costituzionale di inizio dicembre.

Come incide il referendum sullo “stato di salute” dei partiti?

Gli ultimi sondaggi hanno anche valutato con molta attenzione come lo scontro sul referendum costituzionale sta incidendo sulla fiducia degli elettori nei confronti dei singoli partiti. Va detto che al momento non si registrano grosse variazioni, ne in positivo, ne in negativo. intenzioni di voto al referendum costituzionale

La crescita o la decrescita è sempre nell’ordine di qualche decimale, il che significa che al momento lo scontro sul referendum costituzionale non ha ancora intaccato quelle che sono le convinzioni dell’elettore se fosse chiamato a votare per le elezioni legislative. Tra gli uomini politici, il gradimento degli italiani per Matteo Renzi rimane stabile, poco sopra il 30%, stessa percentuale registrata per quanto riguarda il livello di fiducia degli italiani nei confronti dell’esecutivo e della sua azione politica.

Tra gli altri leader impegnati nella battaglia per il referendum costituzionale, rimangono stabili Beppe Grillo e Giorgia Meloni, mentre perdono un punto percentuale Matteo Salvini e Pierluigi Di Maio.

Il politico che in questo periodo di duro scontro politico sul referendum costituzionale e altre tematiche scottanti, resta quello che ispira più fiducia agli italiani, risulta Sergio Mattarella. Il presidente della Repubblica ispira infatti questo sentimento a metà del campione intervistato per gli ultimi sondaggi.

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Name: Cristina