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Trump perderà le elezioni americane a causa dell’elettorato ispanico?

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L’elettorato ispanico sarà decisivo per le elezioni americane che decreteranno il prossimo presidente degli Stati Uniti. Basti pensare che l’elettorato ispanico rappresenta, potenzialmente, il 12% di coloro che potrebbero andare al voto.

Tuttavia a Trump questo non sembra interessare. Non si contano più le affermazioni del candidato repubblicano alle elezioni americane in cu gli ispanici sono stati bollati come criminali o in cui è stato più volte paventata la costruzione di un muro al confine con il Messico.

Trump continua inoltre a rifiutare di fare dei comizi in spagnolo e a non ascoltare le richieste del partito, il quale ha provato in tutti i modi a ricucire uno strappo che appare sempre più ampio con questa parte di elettorato potenziale così importante. Tuttavia c’è una parte della comunità ispanica che vede in Trump il proprio candidato.

Il particolare fenomeno dei “Trumpistas”

Gli analisti li hanno definiti “Trumpistas” e sono quegli elettori facenti parte della comunità ispanica che voteranno Donald Trump alle prossime elezioni usa. Si tratta di persone di idee conservatrici che hanno scelto di votare Trump nonostante le posizioni fortemente anti-immigrati che il candidato repubblicano non ha mai nascosto.

Nella maggior parte dei casi si tratta di persone che sono arrivate negli Stati Uniti senza avere nulla e che con il tempo sono riuscite ad aprire delle piccole attività e a realizzare il “sogno americano” grazie all’apporto del famoso libro di Trump “The Art of Deal”.

Le diverse posizioni sul problema immigrazione

E proprio riguardo alle posizioni di Trump sull’immigrazione si registra una spaccatura nell’elettorato ispanico che sarà chiamato al voto in queste elezioni americane. Se la maggior parte di coloro che oggi vive in regola si sente offeso dalle parole dI Trump, vi è però un certo numero di elettori, specialmente tra la comunità colombiana e quella cubana, che vede di buon occhio le posizioni di Donald Trump.

Il motivo va ricercato nel fatto che molti pensano ai nuovi arrivati come un potenziale pericolo per il proprio benessere e non approvano il fatto che chi dovesse arrivare oggi non dovrebbe, probabilmente, faticare come hanno fatto loro per ottenere la agognata “green card”.

Ma quanti sono i “latinos” pro-Trump

Va detto che comunque la percentuale di ispanici che appoggia Trump è decisamente bassa, se rapportata ai numeri delle elezioni americane precedenti. Basti pensare al fatto che George W. Bush ottenne l’appoggio del 44% degli ispanici nelle elezioni che lo portarono alla Casa Bianca, mentre Trump al momento, stando agli ultimi sondaggi, gode del sostegno del 17% dell’elettorato in questione. elezioni-usa-2016-donald-trump-770x512

Tuttavia, pur trattandosi di numeri molto bassi, va detto che l’elettorato ispanico risulterà decisivo nei cosiddetti “Swing States” e quindi a Trump potrebbe bastare anche semplicemente questo appoggio minimo per vincere in uno degli stati decisivi per diventare il successore di Barack Obama alla Casa Bianca.

La situazione nei cosiddetti “Swing State”

Se in Colorado e Arizona la situazione sembra oggettivamente irrecuperabile per il candidato repubblicano a queste elezioni americane, le cose potrebbero finire diversamente in altre realtà. In Colorado poco più del 65% degli ispanici sostiene Hilary Clinton e soltanto il 15% voterà per Trump.

Anche in Arizona, stato che solitamente finisce sempre per essere assegnato ai repubblicani nelle elezioni americane, la situazione appare compromessa, con Trump che può contare soltanto sul 18% dell’elettorato ispanico contro un 68% che ha intenzione di non votarlo, optando per Hilary Clinton o per l’astensione.

In altri “Swing State” la situazione è però decisamente più fluida, a cominciare dall’Ohio, da sempre uno degli stati decisivi per arrivare ad occupare lo Studio Ovale. Qui la percentuale di ispanici che voteranno Trump nonostante le sue posizioni in fatto di immigrazione, ammonta a circa il 30%. In Florida circa il 20% dell’elettorato è di origine ispanica e i numeri che danno Trump appoggiato dal 34% di questa fetta di elettorato gli stanno dando modo di mantenere in bilico l’assegnazione di questo stato, che così come l’Ohio risulterà fondamentale per riuscire a diventare il successore di Barack Obama.

Trump non sembra voler cambiare strategia

Nonostante un’approfondita analisi dei numeri mettano in luce come Trump, cercando di recuperare consensi tra gli ispanici, aumenterebbe di molto le proprie possibilità di portare a compimento il proprio percorso politico iniziato con la candidatura alle primarie del partito repubblicano e continuato con la conquista della candidatura per la Casa Bianca in queste elezioni americane, “The Donald” non sembra davvero avere intenzione di cambiare strategia.

Il candidato repubblicano rimane convinto che mutare le proprie posizioni in fatto di immigrazione lo porterebbe a perdere consensi tra la fetta di elettori più consistente che lo sostiene, ovvero quella rispondente come identikit al maschio bianco con un livello di istruzione non troppo alto. Tuttavia gli analisti sono concordi nel ritenere che pur avendo l’appoggio della stragrande maggioranza di chi rientra in questa parte di elettorato, Trump non riuscirà a diventare il prossimo inquilino della Casa Bianca se non recupererà consensi tra le donne, gli esponenti della comunità nera e di quella ispanica.

Tuttavia, ad ormai meno di un mese dalle elezioni, il candidato repubblicano non ha ancora tenuto un discorso in lingua spagnola e non ha nemmeno fatto spot diretti in modo esplicito e specifico all’elettorato ispanico. Ovviamente tutto questo potrebbe finire con l’avvantaggiare Hilary Clinton, la quale ha invece prestato da subito attenzione agli elettori di origine ispanica.

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Name: Cristina