L’omicidio nero di Valerio Verbano e il ricordo di una storia del 1977

24.02.2011
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Spero davvero che Carla Verbano possa presto guardare in faccia gli assassini di suo figlio. Alcuni giornali parlano di due nomi, altri di cinque. Gente che gravitava nell’area del movimentismo fascista armato tra ex Terza Posizione e Nar. Prima o poi i nomi verranno fatti, pare che la magistratura stia cercando prove. Racconta tutto Carlo Bonini su Repubblica.it. C’è anche chi esprime dubbi seri: lo fa il sito FascinAzione, blog di Ugo Maria Tassinari,  autorevole e informatissimo su tutto ciò che avviene nel mondo della destra radicale.

È un periodo strano, in cui tornano nomi e avvenimenti lontani. Pochi giorni fa a Roma è morto Leonardo Daddo Fortuna. Il nome probabilmente è stato dimenticato, ma se guardate la fotografia a lato vi verrà in mente qualcosa. Daddo Fortuna è quello che corre con loden scuro e la pistola in mano. Va verso un ragazzo che è stato appena colpito. La scena è del 2 febbraio 1977. Il giorno prima un gruppo di fascisti è entrato all’università di Roma: uno studente, Guido Bellachioma, viene colpito da un proiettile alla nuca. Il giorno dopo una manifestazione parte dall’universirtà e va verso la sede del Msi in via Sommacampagna. In piazza Indipendenza iniziano sparatorie tra polizia , prevalentemente in borghese, e un gruppo di studenti legato all’autonomia, Viene ferito gravemente un poliziotto, Domenico Arboletti. Poi viene colpito uno studente, Paolo Tomassini, di 24 anni. Nelle fotografie è quello con l’imermeabile chiaro. Quindi a essere feirto è il compagno che si ferma ad aiutarlo, Daddo Fortuna. Sono scene da guerra civile. Tomassini e Fortuna vengono arrestati, porteranno per sempre i segni di quei colpi di pistola. Daddo Fortuna aveva 22 anni quel giorno.

Pochi giorni dopo ci sarà il momento di svolta, forse il più significativo del 1977: la cacciata di Lama dall’università.

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One Response to “ L’omicidio nero di Valerio Verbano e il ricordo di una storia del 1977 ”

  1. [...] a isolare il Dna sugli occhiali lasciati da uno degli assassini nella casa dove venne ucciso Valerio Verbano. Erano da poco passate le 12.30 del 22 febbraio 1980, tre persone suonarono alla porta di un [...]

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