Processo di Perugia: ma è corretto che un giudice popolare del processo di primo grado esprima giudizi su Amanda Knox e raffaele Sollecito?
C’è una notizia, in qualche modo collegata al processo d’appello di Perugia per Raffaele Sollecito e Amanda Knox, che è passata un po’ inosservata ma che secondo me è importante e lascia parecchio perplessi. Almeno, lascia perplesso me. La notizia è questa: una giudice popolare del processo di primo grado, Annamaria Artegiani, segretaria di scuola, ha raccolto in un libro le sue impressioni sul processo che l’ha vista come giudice. Non solo, all’avvio del processo d’appello ha rilasciato una dichiarazione in cui si augura una riconferma della condanna. Nella stessa dichiarazione descrive Amanda Knox come «fredda, forte e determinata».
Io non so se secondo la legge questa sia una cosa lecita e regolare. Non lo so davvero. E, certo, uno scrive i libri che vuole e rilascia le dichiarazioni che crede. Ma all’avvio del processo d’appello no, non dovrebbe succedere. E essenziale la ricerca della verità e la ricerca elela verità passa anche attraverso le più banali norme della correttezza, passa attraverso la garanzia di un clima imparziale e rispettoso di tutti. Per questo penso che la storia di questo libro, in questo momento, quando in gioco ci sono la verità, la certezza della pena, il ragionevole dubbio e soprattutto la vita di due ragazzi “presunti innocenti”, sia proprio una storia squallida.





Squallida eccome! Le serviva pubblicità per il libro? Quale momento migliore!
No, non doveva esserle concesso un gesto simile, neanche io so se sia lecito o meno, ma in tutti i casi va totalmente contro il rispetto per le persone implicate nel processo. Questa donna meriterebbe l’obbligo di chiedere scusa pubblicamente.
Il problema è che c’è una tale “voglia di mostro” di tragedie (e di denaro) che gli ignoranti non perdono tempo ad emettere le loro sentenze personali, calpestando i più comuni diritti di ogni essere umano. Anche se queste sentenze hanno come conseguenza la galera a vita per due ragazzi coinvolti in una tragedia più grande di loro.
Sono d’accordo Lorena >> E’ ora di svegliarsi <<
Sono giustamente questi signori che criticano i giornalisti