Come Yara, l’esercito dei minori scomparsi
Yara è un nome, un bellissimo nome. Yara è una storia, una vita. E Yara è un numero. Un numero piccolo che si somma a tanti altri e diventa un numero grande. Troppo grande, insopportabaile. Il numero è 700: sono i minori scomparsi in Italia negli ultimi tre anni. Diventano oltre 10 mila, italiani e stranieri, se si guardano le fredde statistiche dal 1974 al 2009.
È vero, tanti sono i cosiddetti “allontanamenti volontari” e riguardano soprattutto giovani stranieri che lasciano le comunità e le case famiglia. Molti dei ragazzi dichiarati scomparsi ricompaiono dopo pochi giorni. Ce lo conferma Michele Penta, commissario straordinario per le persone scomparse: «L’esperienza ci dice che quando l’allontanamento è volontario», spiega, «normalmente il minore torna a casa spontaneamente e la sua fuga può durare un paio di giorni. Al massimo 20-25. Quasi mai l’allontanamento volontario supera la durata di un mese».
Se tanti tornano a casa, se molti nomi possono essere fortunatamente cancellati dallacasella “scomparsi”, troppi minori restano segnalati invece, anche un anno dopo la loro sparizione, come “casi insoluti”. Si tratta del 20 per cento del totale delle denunce. Spesso non si tratta di misteri. Ci sono casi di bambini “rapiti” da uno dei due genitori. Il 28 ottobre fece notizia l’arresto, a Milano, di una donna, Marinella Colombo, accusata dalla giustizia tedesca di aver “nascosto” all’ex marito tedesco, da cui è separata, i suoi due figli, di 11 e 7 anni. Sono casi comuni, purtroppo: nel 2009, dal 1° gennaio al 31 ottobre, sono state 108 le denunce per “sottrazione di un minore da parte di uno dei due coniugi”.
C’è poi il buco nero, terribile e angosciante. È l’area, di nebbia, in cui svaniscono le storie di bambini e ragazzi di cui non si sa più nulla, da un giorno all’altro. Per i quali le ipotesi si inseguono, anche negli anni. Storie sotto alle quali non si riesce a scrivere la parola fine. Sono nomi che conosciamo troppo bene. Come quello di Denise Pipitone, che svanì nel nulla, a Mazara del Vallo, in un pomeriggio di settembre del 2004. O di Angela Celentano, scomparsa sul Monte Faito, vicino a Napoli, il 10 agosto 1996. Ci sono nomi per i quali sembra essere stata scritta ormai una verità anche se non esistono certezze giudiziarie, anche se i familiari non hanno mai avuto un corpo da piangere. È il caso di Emanuela Orlandi, scomparsa a Roma il 22 giugno 1983. Le testimonianze di alcuni pentiti raccontano che Emanuela venne rapita e uccisa, poche settimane dopo il sequestro, da uomini della banda della Magliana. O di Santina Renda: oggi avrebbe 26 anni, sparì il 23 marzo 1990 davanti a casa, nel quartiere Cep a Palermo. Un cigino confessò il rapimento e l’omicidio, poi ritrattò tutto: il corpo di Santina non è mai stato trovato.
Ci sono storie, che semberavano non poter avere mai una soluzione. E invece era tutto cosi semplice, e terribile, da capire. Come nel caso di Elisa Claps che sparì a Potenza nel settembre del 1993. Il suo corpo è stato ritrovato nel marzo di quest’anno nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità. A pochi metri da luogo in cui Elisa era stata vista l’ultima volta. Per il suo omicidio è accusato, e sarà processato, Danilo Restivo, il giovane che la famiglia Claps aveva sempre indicato come possibile autore della socmparsa.
Non tutti i nomi sono celebri, non tutte le storie hanno trovato spazio sui giornali. La mamma di Sarah Scazzi, la ragazza assassinata ad Avetrana il 26 agosto scorso, ha recentemente lanciato un appello perché le autorità aiutino un’altra famiglia pugliese che da quasi due anni vive nell’angoscia più buia. Alessandro Ciavarella, sedicenne, sparì dal suo paese, Monte Sant’Angelo, in provincia di Foggia, l’11 gennaio del 2009. Uscì di casa dicendo che si sarebbe incontrato con due amici. Poi, più nulla. I due amici vennero interrogati, dissero di non aver visto Alessandro quel giorno. Si è parlato a lungo di omicidio: nel garage di uno dei due amici di Alessandro vennero trovate importanti tracce bilogiche. Tutti i test hanno però dato esito negativo. Elisa Pozzi Tasca, presidente dell’Associazione Penelope, che riunisce famiglie e amici delle persone scomparse, ha chiesto che a Monte Sant’Angelo, dove è scomparso Alessandro, vengano portati cani specializzati nella ricerca di corpi umani.
I rappresentanti dell’Associaizone Penelope sono stati nei giorni scorsi anche a Brembate di Sopra, dai genitori di Yara Gambirasio. Ha detto Elisa Pozza Tasca: «È ai giovani che bisogna lanciare un appello. Immagino che quel giorno, a quell’ora, quando Yara è sparita nel nulla, fuori dal palazzetto o nella strada sulla quale si affaccia ci fossero dei giovani. È probabile. Bisogna essere coraggiosi: anche se si hanno piccoli dubbi, bisogna segnalarli».
Ci sono nomi che ricordano storie ormai molto lontane. Ottavia De Luise e Sandra sandri sparirono nel nulla nel 1975, la prima a Montemutto, in Basilicata, la seconda a Bologna. Avevano entrambe 12 anni, di loro non si èmai più saputo nulla.
I loro nomi, così come quelli di tutti gli altri minori scomparsi, compaiono nelle pagine del sito www.bambiniscomparsi.it, , gestito dalla sezione minorti della Polizai di Stato. Sul sito ci sono immagini di volti che abbiamo imparato a conoscere, come qullo di Angela Celentano, e l’elaborazione del loro invecchgiamento virtuale. In alto, nella pagina principale, il volto sdorridente di Neve Adele Fiorentino, di sette anni, scomparsa nel 2008. La scritta, sotto l’immagine, recita: “Sottratta dalla madre”. Accanto, la faccia imbronciata di Jasmine Eleonora Sbaragli, anche lei sottratta dalla madre, a Lucca, due anni fa.
Vicino a Jasmine e Neve Adele, un volto sorridente che da troppi giorni ci guarda dalla pagine dei giornali: quello di Yara Gambarisio. La scritta sotto la fotrografia spiega: Yara è scomparsa il 26 novembre 2010 a Brembate di Sopra (BG), intorno alle ore 18.30, dopo essere uscita dal centro sportivo di via Locatelli, dove frequenta un corso di ginnastica ritmica. La minore porta un apparato ortodontico fisso. Poi un codice, ITRM00000073. È il numero del caso. Una cifra fredda che raconta una storia drammatica.





[...] fonte : http://www.kronaka.it/2010/12/13/come-yara-lesercito-dei-minori-scomparsi/ [...]
[...] giornali si sono interrogati oggi sul reale significato dell’appello che ieri i genitori di Yara Gambirasio hano lanciato ai presunti rapitori della figlia. Hanno cioè fatto proprio quello che gli [...]