Quanti centri massaggi cinesi. Come mai?

26.07.2010
By Stefano Nazzi

Un articolo scritto sui centri massaggi cinesi che aprono ovunque, soprattutto a Milano.

Le vetrine sono illuminate fino a tardi, di notte. Sette giorni su sette. All’ingresso c’è un campanello, spesso non serve: la porta è aperta. Dentro   le ragazze aspettano.
I centri massaggi cinesi stanno aprendo dappertutto, a Milano e a Roma, a Firenze, a Napoli, ma anche in provincia e nei centri più piccoli. Spuntano da un giorno all’altro e altrettanto velocemente chiudono, cambiano gestione, si trasferiscono.  I prezzi sono super concorrenziali rispetto agli analoghi centri italiani. Venti euro per mezz’ora, 30 un’ora. E poi tutte le varianti possibili: massaggio nella vasca, massaggio a quattro mani, massaggio giapponese, massaggio thailandese. È la nuova frontiera delle attività cinesi. Attività a volte “border line”, che si muovono sul sottile confine tra legalità e illegalità. Per aprire un centro massaggi serve poco: non essendo attività specifiche a carattere terapeutico o estetico non sono necessarie autorizzazioni particolari. Solo a Milano sono in attività 308 centri massaggi: è un dato aggiornato al marzo 2010. Nel 2009 ci sono state 124 nuove aperture, una ogni tre giorni. E nei primi due mesi del 2010 se ne sono registrate già 28. E cioè quasi una ogni due giorni.

Ma spesso il centro nasconde altro. Ne sono stati chiusi quattro a Milano, negli ultimi mesi. Altri sono stati sequestrati a Roma e a Firenze, e poi a Prato e a Fermo. Il motivo è sempre lo stesso. Dietro la facciata del centro massaggi si nasconde in realtà attività di prostituzione. Che però spesso non è facile da scoprire. I centri massaggi funzionano così: il cliente paga il proprietario il quale a sua volta dà una percentuale alla ragazza. Che guadagna, quindi, in base ai massaggi realizzati. Se poi la ragazza chiede e ottiene pagamenti extra,   quelli sono interamente suoi. Il titolare del centro, in teoria, potrebbe non saperne assolutamente nulla.
Basta entrare in uno di questi centri  per capire esattamente come funzionano. Le ragazze sono sedute poco oltre l’ingresso. Sono giovani, sorridenti, parlano pochissimo italiano. Si entra in piccole stanze spesso separate dalle altre da semplici pannelli. Si ascoltano le voci e i rumori. Le tariffe sono chiare, dall’inizio. Il massaggio comincia, poche parole in un italiano stentato. L’extra viene offerto verso la fine con una formula inequivocabile: «Continuare massaggio?». L’extra comporta una spesa supplementare di 30 euro. Certo, non è la regola. Molti centri massaggi sono, appunto, semplici centriu massaggi. Ma molti offrono l’extra con orari che spesso si prolungano fino alle due di notte.
Inutile girarci intorno. È per questo tipo di massaggio extra che molti centri massaggi cinesi sono frequentatissimi. Nei forum in Internet tanti clienti si scambiano informazioni e consigli per quello che viene definito massaggio con “happy ending”.
I controlli, in città come MIlano, sono serrati. Sono  spesso i vigili di quartiere ad avere maggiormente il controllo della situazione. Le voci circolano anche se la comunità cinese è sicuramente quella più chiusa e impermeabile all’integrazione. Certo è che i clienti dei centri massaggi non sono mai loro connazionali. I clienti sono sempre italiani. In città come Milano dove c’è stata una forte ipera di controllo e repressione sulla prostituzione in strada, i clienti inseguono “situazioni” più riparate e tranquille.
Situazioni riparate e tranquille finché non interviene la polizia. Perché i controlli servono a mettere in luce i giri di prostituzione. Ma non solo. Spesso le ragazze che lavorano nei centri massaggi vivono la loro vita completamente all’interno. Spesso sono clandestine. Un tempo venivano segregate nei laboratori nascosti, in condizioni disumane. Oggi vengono sfruttate nei centri massaggi.

Tags:

8 Responses to “ Quanti centri massaggi cinesi. Come mai? ”

  1. andrea on 03.08.2010 at 16:05

    ottimo blog

  2. Gianfranco on 14.11.2010 at 02:17

    Sarebbe meglio legalizzare le case chiuse per evitare lo sfruttamento di tutte quelle donne che si dedicano all’antico mestiere.
    Così facendo, lo Stato potrebbe incrementare le entrate e favorendo al tempo stesso una pensione per le operatrici del sesso.
    Questa proposta, vecchia ma valida, eviterebbe lo sfruttamento.

  3. Arnaldo on 22.12.2010 at 12:27

    Abbiate pazienza, ma non perdiamoci in problemi surreali!! Se un uomo maggiorenne va a farsi un massaggio rilassante da una massaggiatrice maggiorenne e se alla fine di comune accordo decidono di spingere le cose un poco oltre DOVE STA IL DRAMMA?? Ma porca miseria siamo alle prese con la mafia, i truffatori, la disoccupazione, la crisi, la violenza e ci facciamo le paranoie se nei centri massaggio si fa qualcosa di più oltre il mero massaggio?? Leviamo agli uomini ogni tipo di valvola di sfogo sessuale poi però non lamentiamoci se aumenteranno a dismisura gli stupri!! Società perbenista e farisea e chi scrive è credente e cattolico, ma non bigotto, non ipocrita!!

  4. antonio on 23.12.2010 at 10:27

    Caro Arnaldo, hai perfettamente ragione-sono pienamente d’accordo con te anche perchè i falsi perbenisti e moralisti sono i primi
    frequentatori di questi centri. Mi auguro che gli italiani e le istituzioni possano sfruttare il loro cervello per risolvere problemi molto più gravi e importanti.

  5. Papy da Arcore on 19.01.2011 at 10:07

    Bravo Arnaldo, parole sante!!
    Un bel raspone non ha mai fatto male a nessuno…

  6. dolla on 08.02.2011 at 14:48

    Mamma mia che perversione…..
    Ma sto scherzando che tutti gli uomini abbiano la possibilità di svuotarsi perchè è un bene. Ricordatevi che un uomo svuotato lavora meglio ed è piu pacato

  7. Tutto on 19.04.2011 at 13:18

    Possibile che nessun politico si faccia carico di questa realtà…??… togliere tante ragazze dalle strade o dallo sfruttamento… legalizzare e regolamentare il tutto… Creare “Centri di Benessere” (ovviamente per uomo e donna).. dove poter esercitare, da maggiorenni consapevoli e consenzienti, tutte le pratiche desiderate.

    Ricevuta fiscale e tasse di fine anno per tutti…

  8. Giovanni on 23.08.2011 at 17:24

    Ho frequentato alcuni centro massaggi orientali, Como, Varese, Milano. Ci sto bene e non mi sento sfruttatore. Di regola prendono il 50% dell’incasso, mentre il supplemento richiesto per il ‘happy end’ resta a loro. Preferisco dare qualcosa a queste ragazze piuttosto di cercarmela per strada. Poi, ritornando e conoscendosi meglio, mi è anche successo di finire con un ‘happy end’ senza richiesta di pagamento … Simpatia o manovra di marketing per assicurarsi il cliente regolare ?

Lascia un Commento