Caro presidente, la libertà di stampa E’ un diritto assoluto. Eccome se lo è
E così il presidente del consiglio Silvio Berlusconi l’ha detto. Che la pensasse così, si sapeva. Ma ora l’ha detto. In um messaggio a quelli che vengono chiamati “Promotori della Libertà”, il gruppo di pasdaran berlusconiani, capitanati da uno dei numerosissimi ministri del governo (Vittoria Brambilla) ha spiegato: «La libertà di stampa non è una diritto asoluto». Cioè, rivolgendosi a gente che lu e chi per lui, ha voluto chiamare “Promotori della libertà”, dice che la libertà non è un diritto assoluto. Di che cosa sono promotori allora i combattenti di Vittoria Brambilla? Della libertà a metà?
Mi spiace, presidente. La libertà di stampa è un diritto assoluto. Come la libertà di pensiero, di parola, la libertà di dissenso. Come la libertà di vivere in un Paese dove nessuno, nemmeno il più pazzo degli uomini, possa mettere in discussione la sacrosanta LIBERTA’ DI STAMPA E DI INFORMAZIONE.





Qualcuno dovrebbe ricordare al buon Silvio che l’art. 21 della Costituzione italiana inizia con le seguenti parole: « Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.»
Ora, o il buon Silvio si sente così onnipotente da pensare di poter cambiare gli articoli della Costituzione ad personam, oppure di passare oltre gli stessi, cercando di convincere anche noi. In entrambe i casi mi sembra abbastanza grave.
Ancor più grave è però un Presidente del Consiglio che dimostra palesemente di non conoscere la Costituzione italiana e se ne frega.
Ancor piu’ grave è però un Presidente del Consiglio che dimostra palesemente di non conoscere la Costituzione italiana e l’elettorato se ne frega.