Ottavia De Luise, la bambina che nessuno ha mai cercato davvero
Hanno cominciato di nuovo a scavare a Montemuro, in basilicata. Si cerca il corpo di Ottavia De Luise, scomparsa nel 1975, quando aveva 12 anni. Le cose si muovono finalmente, dopo 35 anni in cui nessuno è andato a guardare negli angoli bui di questa vicenda. In Procura, a Salerno, è stato convocato l’ex brigadiere, ora in pensione, Giuseppe Nitto. Era lui, unico, in servizio a Montemurro il 12 maggio 1975, quando Ottavia sparì. E fu lui a scrivere che in fondo quella bambina era una poco di buono, perché veniva molestata dai vecchi del paese in cambio di pochi spiccioli. Nitto ha probabilmente spiegato agli investigatori perché scrisse quella frasi nel suo rapporto. Anche se poi si convinse che la pista della pedofilia era quella da seguire. Che bisognava puntare su alcuni personaggi ambigui del paese. Fu così che decise di spremere Peppino il «viggianese », un anziano che si era trasferito a Montemurro e che, dopo la morte della moglie, viveva da solo. Scrisse una dettagliata informativa al magistrato con gli indizi che aveva raccolto. Il «viggianese» fu anche sottoposto a ispezione corporale da un medico dell’ospedale. Risultò che era pieno di lividi e ferite di cui non riuscì a spiegare la natura. Troppo poco per arrestarlo.
L’indagine, per «rapimento di minore ai fini di molestie» fu presto archiviata, mancava anche la denuncia della famiglia di Ottavia. Finché poco tempo fa, Settimio, uno dei fratelli De Luise, ha presentato una denuncia. Secondo Settimio sua sorella è stata violentata e uccisa nei terreni di Andrea Rotundo, in contrada Carmine. Un’indicazione che gli è arrivata con una lettera anonima che, poi, Settimio, furibondo, ha distrutto. Ed è proprio in quei terreni che la polizia scientifica sta cercando il corpo di Ottavia.





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