Danilo Restivo e altre quattro morti sospette (con un strana teoria)
Danilo Restivo è accusato, su basi piuttosto serie, di due omicidi: Elisa Claps, uccisa a Potenza il 12 settembre 1993; Heather Barnett, assassinata a Bournemouth, in Inghilterra, il 12 novembre 2002. Contro di lui ci sono elementi pesanti. E infatti Restivo è in carcere in Inghilterra. Ora c’è un avvocato italiano, Giovanni Di Stefano, che lo sta associando ad altri delitti. In pratica, tira fuori nomi e dice: è stato Restivo. Questo avvocato è una figura piuttosto strana. Ex presidente del Campobasso calcio era stato preso di mira da alcuni video della Gialappa’s. Potete vederli qui sotto. Poi, è diventato amico di Slobodan Milosevic, in Serbia e, sempre in Serbia, si dichiarò amico e socio della tigre Arkan, delinquente, torturatore, pluriomicida, stragista. Be’, questo per la cronaca.
Ma torniamo a Restivo. Per l’avvocato Stefano Di Giovanni, potrebbe eserre responsabile della morte di tre ragazze: Chaib Mokhataria, 19 anni, Tatiana Anduiar, 17, Marie Helen Gonzales, 22, uccise tra il 1995 e il 2000. Tatiana viveva a Llupìa, vicino a Perpignan, scomparve nel nulla il 24 dicembre 1995, non è mai stata trovata. Mokhtaria fu vista vicino alla stazione di Perpignan il 20 dicembre 1997, il giorno dopo il suo corpo, con i seni asportati, venne ritrovato sul ciglio della strada. Marie Helene venne vista viva l’ultima volta il 16 giugno 1998 mentre scendeva da un treno a Perpignan. Fu trovata morta, con mani e piedi amputati, dieci giorni dopo.
L’ipotesi di Di Stefano è piuttosto ardita. I tre delitti sono stati associati alla “teoria Dalì”. Tutte e tre le ragazze furono viste vicino alla stazione di Perpignan, in place Salvador Dalì. Inoltre, secondo alcuni, le donne smembrate ricorderebbero dipinti del pittore spagnolo. E che cosa c’entra Restivo? Secondo l’avvocato molisano, il padre di Danilo Restivo, Maurizio, è anche pittore. E il suo stile sarebbe simile a quello di Dalì.
L’avvocato non si ferma qui. Pensa che Restivo possa essere collegato anche all’oimicidio di Yvonne O’Brien, uccisa a Palma de Maiorca nel 1999. Pare, ma in tutta questa storia ci vuole un super condizionale, che la donna avesse in mano ciocche di capelli che, dice lui, sono attribuibili a una persona di sesso femminile che ha visssuto nel Regno Unito e ha fatto una vacanza tra l’Almeria e Perpignan.
C’è davvero da essere perplessi. Comunque pare che Di Stefano un primo obiettivo l’abbia raggiunto: la riapertura del caso di omicidio di Jog Ok Shin, detta Oki, uccisa a Bournemouth il 12 luglio 2002.






forse ci si sta’ sbizzarendo un po’ ma non credo che danilo sia veramente innocente: ci sono troppi indizi a suo sfavore.
Anche l’avvocato che lo difende non pare molto destro ma piuttosto aggressivo. L’aggressivita’ e’ segno di debolezza e sconfitta.
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