Pietro Vanacore non si è avvelenato, la sua morte è un giallo

20.05.2010
By Stefano Nazzi

Non c’è stato nessun veleno per topi. nessun veleno proprio. Pietrino Vanacore, il portiere dello stabile di via Poma dove venne ammazzata Simonetta Cesaroni, non si è avvelenato prima di  gettarsi in uno specchio d’acqua profondo 90 centimetri. Era il 9 marzo quando Vanacore venne trovato a Torre Ovo: galleggiava vicino alla riva. Sembrava davvero strano che fosse riuscito ad annegarsi in così poca acqua. Si pensò  all’effetto di un farmaco o di un veleno, bevuto precedentemente, con la capacità di deprimere il livello di coscienza così da farlo annegare.

Il risultato delle analisi tossicologiche ha fugato i dubbi: non c’era nessun veleno.  Qualche metro distante da dove venne rinvenuto l’uomo, c’era la sua auto parcheggiata con in bella evidenza due cartelli (un terzo fu trovato sui sedili), riportanti scritte in stampatello che non lasciavano dubbi sulle intenzioni autolesionistiche del loro autore: «20 anni di sofferenze e di sospetti ti portano ad ucciderti, lasciate almeno in pace i miei familiari».

Resta però un dubbio difficile da dissolvere: come ha fatto Pietro Vanacore a suicidarsi in soli 90 centimetri d’acqua?

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