Due mesi fa moriva Alessandro Mathas
Sono passati due mesi dalla morte di Alessandro Mathas e la sua storia è tristemente andata via dale pagine dei giornali. Alessandro morì ammazato di botte e violenza il 15 marzo scorso, a Nervi. Vennero arrestati Katerina , la mamma, e Giovanni Antonio Rasero che quello notte era con lei, in un monolocale di venti metri quadrati a Nervi. Poi Katerina venne liberata. Il Dna trovato sui segni di un morso sul piede di Alessando erano dell’uomo, ci fu chi testimoniò che Rasero era già stato violento in passato con il piccolo. E i giudici hanno creduto alla mamma: quando il bambino moriva lei era fuori, a cercare cocaina.
Ma anche se se questa storia agghiacciante non è più sui giornali, investigatori e magistrati continuano a lavorare. Martedì ci sarà un sopralluogo nell’appartamento di Nervi. Dieci giorni fa c’è stato l’incidente probatorio. I difensori sono andati all’attacco: la salvezza del loro assistito passa per forza attraverso la dimostrazione della colpevolezza di Katerina Mathas. Secondo i difensori dell’uomo, “Katerina ha dimostrato di essere una bugiarda patologica”. In pratica viene contestato il fatto che la ragazza non poteva non accorgersi, rientrando in casa, che il bimbo fosse morto. I legali vogliono ricomporre il luogo così come si presentava quella notte per capire e dimostrare che Katerina Mathas, al suo rientro dopo la notte passata a cercare la cocaina, avrebbe dovuto vedere che il bambino era morto o agonizzante, se fosse stato Rasero a uccidere Alessandro. Secondo i difensori, infatti, il divano dove dormiva il bimbo era illuminato da un televisore acceso e dalle luci del residence che filtravano dalle tapparelle. Con quelle condizioni di visibilità e vista la poca distanza tra il divano e il tavolino dove la ragazza aveva preparato le ultime piste di cocaina, avrebbe sicuramente visto il bambino e la ferita nella fronte.
I magistrati, però, finora continuano a dare credito alla versione di Katerina. I riscontri del Dna le danno ragione. Chi ha parlato, anche solo via mail, con katerina, sa che è una ragazza devastata da quello che è successo. Il dolore che sta provando è totale e paralizzante.





me ne frego se lei sta soffrendo, è il minimo..doveva restare in carcere , anzi marcire in carcere. Ma come si fa ad essere madre e comportarsi cosi?? resto sempre allibita quando leggo articoli sul caso e trovo assurdo che ci possano essere opinioni che difendono la ragazza ..poverina, poverina?? questa donna ha ucciso o ha creato le condizioni affinchè suo figlio venisse ucciso. NON LO HA PROTETTO.
meglio che continui a soffrire, spero per tutta la vita
Questa non è una madre,se il piccolo fosse vivo si vergognerebbe di una madre simile. Se veramente soffrisse (non ci credo neanche se me lo dice nostro signore) non lotterebbe per non andare in carcere, il carcere è l’ultima cosa a cui puoi pensare dopo che tuo figlio è morto in quel modo. Troppo buonismo in Italia, io per chi tocca i bambini metterei la pena di morte!!!
[...] meglio Katerina, è vero. Ha vissuto, e sta vivendo, un incubo dal giorno in cui il suo bambino, Alessandro, di soli otto mesi, morì in un squallido motel di Nervi. Era il 17 marzo. Alessandro morì per le [...]
E’ stata lei. Lo ha strangolato davanti agli occhi del compagno perchè sotto l’effetto della droga lo vedeva come un demonio. Il bambino piangeva disperato e lei pensava fosse indemoniato.
Il lavandino del bagno era sporco…vedrete salterà fuori la verità. L’ha ucciso lei e il compagno stava a guardare e l’appoggiava. Poi lo ha avvolto in una coperta tutta colorata