Stefano Cucchi è morto perché era l’ultimo degli ultimi

30.04.2010
By Stefano Nazzi

Bastava veramente poco. Una piccola flebo. Forse  un cucchiaino di zucchero. O qualche farmaco. Bastava un po’ d’attenzione. Bastava interesse pr il prossimo. Bastava la pietas. Stefano Cucchi è morto, il 22 ottobre dell’anno scorso, perché se ne sono fregati di lui. Le indagini sono concluse. Tredici persone rischiano di finire sotto processo. Le accuse vanno da lesioni e abuso di autorità attrrbuite a tre agenti della polizia penitenziaria, a favoreggiamento, abbandono di incapace, abuso d’ufficio,  falso ideologico per medici e infermieri. I primi fecero cadere Stefano Cucchi, gli provocarono lesioni, lo trattarono “in modo non consentito dalla legge”. I secondi, al reparto detentivo dell’ospedale Pertini,  non lo curarono. Semplicemente lo lasciarono lì, a morire piano. E poi scrissero che era morto di morte naturale. Perché? Per incapacità, per pigrizia, per una schifosa indolenza, perché le cose vanno così, perché non glie ne frega niente del prossimo. Perché chi arriva da carcerato in un reaprto ospedaliero è l’ultimo degli ultimi. Chissà. Però è succeso. A Roma, Italia, nell’anno 2009.

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One Response to “ Stefano Cucchi è morto perché era l’ultimo degli ultimi ”

  1. michelangelo on 05.05.2010 at 08:44

    A nessuno passa per la mente che sia tutta una grossa montatura per cancellare le responsabilità precedenti il ricovero di stefano?? Penso che sia davvero impossibile che medici e infermieri si macchino di un crimine tanto ignobile, per questo, non ci credo affatto. Credo che solo delle menti deviate possano solo pensare che ci sia un “disegno criminoso” architettato da chi ha scelto una professione nobile, allo scopo di ammazzare un ragazzo solo perché detenuto. Penso che sia un enorme polverone mediatico per coprire altro. Sono solidale con i medici e gli infermieri accusati

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