Dalla Uno Bianca a Comunione e Liberazione
Chi non si ricorda della Uno Bianca? Erano poliziotti (quasi tutti) che, alla fine degli anni ottanta fino ai primi dei novanta andarono in giro per la Romagna, con puntate anche in altre zone, a rapinare e uccidere. Ammazzarono 27 persone, ne ferirono oltre un centinaio, compirono 100 azioni criminali. Uccidevano per rubare, ma anche per razzismo, o semplicemente per uno sguardo sbagliato.
Uno di loro, Marino Occhipinti, condannato all’ergastolo, il giorno di Pasqua uscirà per partecipare a una processione a Sarmeola di Rubano, nel padovano (è in carcere a Padova). Niente da dire. Io la penso così: è giusto che un condannato che ha già trascorso tanti anni in carcere possa avere permessi. E la pena, ce lo scordiamo sempre, ha anche finalità rieducative. Quindi non ho do obiettare, ci mancherebbe. Quello che volevo sottolineare è che Occhipinti esce dal carcere per partecipare a una processione di Comunione e Liberazione. Sono anni che è impegnato con CL. E se invece avesse chiesto un permesso per altri motivi? Il fatto è che tanti detenuti per convincere chei è all’esterno di essere cambiato e pentito (e magari cambiato e pentito lo è davvero, intendiamoci), deve fare ricorso alla religione. Ci siamo scordati di Marco Barbone, l’assassino di Tobagi, che subito si avvicinò a Comunione e Liberazione, con cui è ancora imepegnato, e uscì dal carcere dopo solo tre anni? Pietro Maso, che lavora adesso all’esterno del carcere, gira con un’enorme croce al collo e scrive poesie dedicate al Signore. Anche Andrea Volpe, capo delle Bestie di Satana, pentito e condannato con rito abbreviato a 20 anni mentre gli altri hanno preso l’ergastolo, ci tiene a dire di essersi convertito. Raffaele Sollecito, in carcere aTerni per l’omicidio di Meredith Kercher, si professa devoto di padre Pio. Pure Katerina Miroslava, la ballerina di Parma condannata per l’omicidio di Carlo Mazza, si è convertita






Buon punto, fa pensare.
[...] tutto questo», scrive. Il carcere l’ha cambiata. E l’ha cambiata soprattutto la lontananza da Andrea Volpe: «A 15 anni», disse Elisabetta prima del processo di primo grado, «ho distrutto la mia vita, [...]