Nella storia orribile di Ale Mathas spunta una brava persona
Anche nelle storie più brutte e squallide si incontrano persone per bene, brava gente. Magari non sono protagonisti, sono figure di seconda o terza fila, ma importanti. La vicenda orribile di Nervi la conosciamo tutti. C’è un bambino di otto mesi,morto per i colpi ricevuti. C’è la mamma, in carcere, Katerina Mathas, che accusa il compagno di quella notte. Gianantonio Rasero ribatte: «No, sei stata tu». Erano entrambi strafatti di cocaina. Le indagini sembrano dare sempre più credito alla versione della donna. Sarebbe stato l’uomo a colpire Alessandro.
E poi c’è una terza persona: si chiama Bruno, vive a Rapallo. Era, e lo è ancora, molto legato a Katerina. La voleva sposare, forse lo vuole ancora. Dal carcere lei gli ha già inviato qualche lettera. Gli scrive: «So che mi sostieni, che mi sei vicino, continua a farlo. Ti amo».
La notte del 15 marzo, quella della morte di Alessandro, Bruno aveva tenuto il bambino mentre Katerina e Antonio Rasero erano usciti insieme. Poi lui aveva chiamato la donna perché riprendesse il bambino, che continuava a piangere. Ora Bruno dice: «Katerina mi aveva promesso che si sarebbe disintossicata. Le voglio bene, la voglio aiutare in ogni modo». E poi: «Amavo Alessandro, a casa mia ci sono tutti i suoi giochi». Per sempre maledirà il momento in cui ha chiamato Katerina dicendole di venire a prendere il bambino.






una brava persona forse, ma un po corta di comprendonio….non capiva che il bambino piangeva per fame? se gli avesse dato da mangiare e lo avesse messo a letto a casa sua sarebbe ancora vivo. ma a che pro? povero Ale, forse è meglio così, chissà che vita d’inferno lo aspettava in balia di una madre simile! riposa in pace baby.
Un brav’uomo questo Bruno, ma abbastanza stupido da farsi strumentalizzare da una qualsiasi tossica da 4 soldi.
La sposerebbe? Scommetto che magari vorrebbe anche farci un figlio insieme, perchè è un brav’uomo.
Sveglia Bruno! Gli uomini come te devono stare lontani dalle Katerine, non hanno armi nè difese sufficienti per combatterle!