La casetta di Olindo e Rosa

17.03.2010
By Stefano Nazzi

Oggi parte a Milano il processo d’appello a Rosa Bazzi e Olindo Romano. Il giorno dopo l’arresto, nel gennaio 2007, i carabiniri andarono a casa loro per prendere un po’ di roba, vestiti e biancheria. Affidarono le piante di Rosa a una vicina. Dall’esterno si vedeva questa casa piccola, ordinata: il quadro di un fiume sulla parete, il tappeto rosso. C’era un divano bianco, su cui Rosa e Olindo si sedevano a guardare la Tv. Al piano di sopra era tutto bruciato. Lì abitavano Raffaella Castagna e suo figlio Youssef. Faceva impresione il contrasto tra l’ordine da una parte e il delirio di violenza che si era scatenato al piano di sopra. Olindo e Rosa una sera si erano alzati da quel divano e avevano ammazzato quattro persone.

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4 Responses to “ La casetta di Olindo e Rosa ”

  1. [...] Olindo Romano è tornato a Erba. Dopo quattro anni di carcere, l’autore della strage dell’11 dicembre 2006  è comparso davanti al giudice di pace per un procedimento che riguarda il dicembre 2005.  Era accaduto che  la mattina dell’ultimo dell’anno fosse scoppiata una lite tra Rosa Bazzi e Raffaella Castagna. Quella lite fu coinsiderata la scintilla che portò poi alla strage. Olindo Romano ha raccontato che quella mattina era in casa con la moglie. A un certo punto sentirono urlare, Rosa uscì dall’appartamento, dopo un po’ Olindo fece lo stesso. Si accorse, così racconta, che Rosa e Raffaella Castagna si stavano azzuffando. A quel punto, sempre secondo il suo racconto, Olindo intervenne per separare le due donne e Raffaella Castagna finì a terra distesa nella neve. Arrivò anche la mamma di Raffaella, Paola Galli, con in braccio il nipote, il piccolo Youssef. La lite, racconta Olindo, finì lì. Fatto sta, però, che poco dopo alla porta di Olindo e Rosa si presentarono i carabinieri per chiedere le generalità dei due coniugi. [...]

  2. [...] che scampò al massacro, ha individuato Olindo Romano come l’uomo che, sulle scale di quella casa, in via Diaz, gli tagliò la gola con un [...]

  3. [...] dentro». Azouz ha il diritto di dire ciò che vuole, suo figlio Youssef è stato massacrato in quella casa, e così sua moglie. Ma perché dice queste cose?  Azouz da molto tempo fa quello che più gli [...]

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