Ultima carta della Difesa: Rosa e Olindo sono matti
Fino a qualche giorno fa gli avvocati di Olindo Romano e Rosa Bazzi facevano fuoco e fiamme, assicurando che in corte d’appello, a Milano, avrebbero chiesto ai giudici di esaminare i punti oscuri tralasciai in primo grado. «Ci sono cose da chiarire», dicevano. E annunciavano anche una perizia sull’unico sopravvissuto, Mario Frigerio, spiegando che i suoi potevano essere ricordi “involontariamente falsi”. Facevano anche di più, facendo capire che forse, in aula, si sarebbe puntato il dito contro la famiglia Castagna, in special modo contro Pietro, fratello, figlio e zio di tre delle vittime. Ora però c’è un cambio di strategia. Il processo d’appello è al via e i legali di Rosa e Olindo faranno subito istanza per chiedere una perizia psichiatrica. Certo, dicono che la prima opzione resta l’assoluzione. Hanno capito però (ma immagino lo sappiano da sempre) che nessuna giuria dichiarerà mai Olindo e Rosa innocenti. Così ora giocano la carta dell’infermità, o semi-infermità, mentale. Che cosa succederà se verrà accolta la richiesta della perizia? Che il processo si fermerà per parecchie settimane. Ma sulla richiesta dei difensori, l’accusa e le parti civili sono pronti a far le barricate. Olindo e Rosa sono sempre stati lucidi, dicono. Lucidi asssassini.





