Basta chiamare Vallanzasca “bel René”

11.03.2010
By Stefano Nazzi

C’è una cosa che so di sicuro di Renato Vallanzasca. La so perché una mia amica ultimamente l’ha incontrato un po’ di volte e ha scritto begli articoli su di lui. Be’, la cosa che so è che detesta quando legge giornali che ancora lo chiamano “il bel René”. Diventa proprio matto. E come dargli torto? Ha 60 anni, 37 ne ha passati in carcere, compreso quello minorile. È un record per l’Italia. Per dire, lui entrava in carcere quando c’era Papa Paolo VI e funzionavano solo Raiuno e Raidue. Ha preso colpi di pistola, in carcere un sacco di botte (non è mai andato d’accordo con la polizia penitenziaria). L’anno scorso è anche stato operato all’anca: non riuscirebbe a fare due passi veloci. Insomma: ma quale bel René?

Ah, un’altra cosa. La smettano di chiamarlo il bandito della comasina. Lui alla comasina non ha mai abitato. Stava dalle parti di viale Porpora, la banda bazzicava tutt’altri luoghi a Milano. Qualche giornalista, negli anni settanta, tirò fuori per errore la storia della banda della comasina e da allora tutti dietro, fino a oggi.

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