Via Poma: Vanacore si è avvalso per l’ultima volta della facoltà di non rispondere

10.03.2010
By Stefano Nazzi

via PomaMa davvero Pietro Vanacore sapeva qualcosa della morte di Simonetta Cesaroni? Un cronista di Repubblica che lo incontrò in carcere nel corso di quei 26 giorni in cui fu detenuto, ricorda che il portiere di via Poma non era arrabbiato come si sarebbe potuto pensare. Diceva: «La polizia fa il suo lavoro». E poi: «Io mi affido a Dio, sono tranquillo». Poi non parlò più. Per vent’anni si è avvalso della facoltà di non rispondere. Eppure tanti dubbi c’erano e ci sono. È possibile che in un giorno rovente d’agosto in una Roma già quasi vuota, Vanacore e sua moglie, che dello stabile di via Poma  erano i portieri, non si siano accorti di strani movimenti, di chi entrava e di chi usciva? E poi,

Simonetta Cesaroni

chi pulì l’ufficio dove fu uccisa Simonetta? Ci vollero stracci e secchi: i portinai non videro nulla? Quando la sorella di Simonetta e il suo fidanzato arrivarono in via Poma per capire perché Simonetta non fosse tornata a casa, chiesero alla portinaia, Giuseppa, moglie di Vanacvore, le chiavi dell’ufficio. Lei disse di non averle mai i due si accorsero presto che le teneva dietro la schiena. Sul tavolo della stanza dove fu uccisa Simonetta, la polizia trovò un’agendina della Lavazza. Fu repertata, pensando che appartenesse alla Cesaroni. Solo dieci anni più tardi, quando gli effetti personali di Simonetta furono restituiti alla famiglia, si scoprì che l’agendina era in realtà di

Il corpo di Simonetta

qualcun altro. Era di Vanacore. Che ci faceva su quel tavolo? Prima che la polizia rinvenisse il cadavere, dall’ufficio di via Poma partirono due telefonate, alle 20.30 e alle 23 (Simonetta era morta intorno alle 18). Le telefonate raggiunsero la casa di Mario Macinati, in Toscana, che curava la tenuta dell’avvocato Francesco Caracciolo di Sarno, presidente dell’Associazione ostelli della gioventù, per cui lavorava Simonetta. Fu Vanacore a telefonare? Era per questo che l’agendina era sul tavolo? E perché fece quelle telefonate? Pietro Vanacore sapeva chi era l’assassino? L’aveva aiutato a ripulire la scena del crimine? Il corpo di Simonetta doveva essere trasportato altrove? Vanacore non ha mai risposto. E ora si è avvalso per l’ultima volta della facoltà di non rispondere.

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