Guede aveva già detto che la Knox non era lì
Questa cosa Rudy Guede l’aveva già detta. Aveva già sostenuto, cioè, che Raffaele Sollecito e Amanda Knox con l’omicidio di Meredith Kercher non c’entravano nulla. Accadde nel novembre 2007. Raffaele e Amanda erano già nel carcere di Capanne, improvvisamente si seppe che c’era un altro uomo da trovare: Rudy Guede (l’unico, tra l’altro, di cui sulla scena del delitto c’erano tracce inequiviocabili), che nel frattempo era scappato in Germania. Dalla Questura di Perugia partì una telefonata: era un amico di Rudy che si metteva in contatto con lui, su richiesta della polizia. Telefonata registrata, ovviamente. Be’, in quella conversazione, a domanda esplicita, Rudy Guede disse che «Amanda non era lì».
Poi, una volta in carcere, cambiò la strategia difensiva. Ciò che Guede deve o non deve dire glielo suggerisce la coppia di legali Biscotti-Gentile (sono gli stessi che sono accorsi anche a Roma offrendosi come avvocati della famiglia del trans Brenda, trovata morta in casa sua dopo lo scandalo Marrazzo). Anche stavolta, dopo le parole di Mario Alessi, gli avvocati sono sono affrettati a dire che Guede non ha mai parlato di quelle cose. Certo: nella conversazione con Alessi, se è realmente avvenuta, avrebbe sostenuto di essere stato parte attiva nell’omicidio mentre in tribunale la sua versione era diversa: «Andai in bagno e quando ne uscii Meredith era morta». Versione decisamente poco credibile, ma tant’è. Mario Alessi è un assassino di bambini, un uomo del peggior tipo. Però ciò che ha raccontato è davvero troppo pieno di particolari, troppo dettagliato, per accantonarlo senza cercare di capirci di più.






Spero che la verità venga a galla perchè non trovo giusto che paghi chi non c’entra niente.
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