Top model e capo dei narcos. Ma sarà vero?
La vedete questa foto? Ecco, questa ragazza che dovrebbe avere più o meno 30 anni, è secondo giornali sudamericani, il capo temuto di un cartello di narcotrafficanti. Sì, proprio lei, quella qui a sinistra. Si chiama Angie Salselmente Valencia, è colombiana e ha sempre fatto la top model per lingerie. Poi arrotondava facendo “il mulo” e cioè trasportando cocaina durante i suoi viaggi tra Sudamerica ed Europa. Era talmente brava che i narcotrafficanti le hanno affidato sempre più compiti fino all’incarico di gestire un gruppo di modelle e modelli corrieri della droga. Per non farsi mancare nulla Angie si è anche innamorata, e ha sposato un boss colombiano. Un tipo raccomandabile, evidentemente: il suo soprannome è “Il mostro”. Così Angie è diventata prima la donna del capo e poi capo a sua volta. Ora su di lei pesa un mandato di cattura internazionale. Se la vedete, e la riconoscete (cosa che non dovrebbe essere difficile), mettetevi a urlare.






[...] avevamo già parlato un paio di settimane fa chiedendoci se fosse vero ciò che scrivevano i giornali e cioè che Angie Sanclemente Valencia fosse capo di un cartello di [...]
Nulla accade per caso. Causa interconnessione di eventi- influenza devastante di italiota tv su cervelli psycholabili, idiozia, incapacità, macroscopica ignoranza, disturbi mentali di pseudo-commercianti ( il mestiere più antico del mondo per culture lontane, in Italy domiciliate, ma non per the idiots from this country that has the shape of a shoe)- ho dovuto necessariamente boicottare il bar-tabacchi vicino casa e così è da alcuni anni, oramai; via il denaro dalle tasche dei deboli di mente: siamo in tanti ma non si sa quanti a praticare questa selettiva mansione. Ritrovandomi a percorrere a piedi la solita strada un giorno si e l’altro pure, meta: sigarettes and coffe, mi imbatto ( 1 anno fa?) nell’incarnazione di tale fotografia patinata ( modella de lingerie from Colombia) e pure di un’altra sua collega di cosca sud-americana. Avendo viaggiato per 4 anni come una trottola per svariati paesi dell’Europa centro-settentrionale e avendo conversato di tutto e di più con persone dalle differenti provenienze, causa conoscenza approfondita dell’unica lingua atta a ciò e pure di una seconda meno approfondita e meno parlata, avendo ivi sostato per periodi più o meno lunghi, mi è capitato, motivi connessi all’apparenza che inganna i turlupinati e ad un sistema mediatico ( newpapers and tv) su cui internazionalmente i frocioni del fashion propagandano la loro misoginia o il loro esser stati frocetti maltrattati o abusati da madri aspiranti modelle munite di criminal-minds, mi è accaduto che: dei tedeschi conosciuti in Irlanda mi abbian preso per una MODELLA proveniente da London, assolutamente convinti di ciò mi offersero un paio di birre, ma ipotizzo l’avrebbero fatto anche senza tale connotazione di ruolo; o no? che un cittadino britannico conosciuto nella meravigliosa Amsterdam e che svolge un’attività lavorativa in ambito musicale che lo porta a viaggiare spesso e ad apparire sui tele-screen dei media britannici ( media britannici, ovvero, documentari sulla natura, programmi di pubblica utilità sociale, programmi di cucina, musica dagli United States, soprattutto ecc.) mi abbia creduto una stipendiata del fashion-gay- system e mi abbia offerto l’ennesima birra. Adoro la birra olandese. Gli americani in Sweden mi offersero idem un paio di birre e mi invitarono-soltanto loro- a svolgere la professione per cui mi son laureata negli US. Quando si dice IL POTERE. Mi è accaduto che: un immigrato ungherese dipendente del residence dove ero domiciliata in London mi abbia chiesto in inglese perfetto se fossi la figlia di un boss della mafia siciliana, primo motivo: il mio sostare di tanto in tanto nella capitale britannica e spesso in quel residence, la qual cosa lo ha portato a dedurre che io fossi la ricchissima erede del padrino; secondo motivo: la commercializzazione di pizze dalla dicitura “Il padrino” negli stores londinesi; terzo motivo: la cinema interpetazione di films quali “Il padrino” by Coppola and so on. Tutto ciò ai tempi di Parish Hilton, erede “The Hiltons”. Mi accadde, inoltre: di esser presa per una modella europea e/o per un’attrice americana ( c’è abnorme differenza, questione di money) da un immigrato dell’Est nel Regno Unito che parlava, come al solito, un’ottimo inglese ( compatibilmente al suo livello culturale) appreso da bambino. Mi son schiantata dalle risate. Mi accadde invece di non ridere quando fui deprivata del mio wallet-portafogli in central London giacchè feci l’errore di riporlo nella tasca posteriore del mio mono-spalla. Me lo sfilarono probabilmente due nere addicted, ovvero dipendenti. Da che? A kind of drug, ovvero il giornale di pink-celebrity-gossip per antonomasia: “the sun”, edito da Murdoch in Inghilterra, il magnate di Sky tv International. The sun, non SKY, ha la sua fascia più cospicua di mercato ai livelli bassi della scala sociale multicolor . Le black probabilmente mi videro come attrice americana di passaggio in England, mi pensarono molto ricca e mi sfilarono il portafoglio on the road, cosa di cui mi accorsi dopo una ventina di minuti-Deo grazias, avevo pochi contanti nel wallet ed ebbi il tempo di bloccar le carte. Smadonnamento per via dei documenti di riconoscimento andati perduti e mai restituiti. Santa money-transfert, nel bene ( il mio caso). Ma c’è pure il transfert del male ( la donna della foto). In London-causa geometrie circoscritte ed edilizia a misura d’uomo, è facile fare gli incontri più disparati, dai vicini di casa di Germania ai presunti baroni e baronetti britannici, presunti conti, presunti Emirati Arabi, ai più o meno presunti lavoratori dei media, dei frocio-fashion e del music-system europeo, ai presunti miliardari from US, ai presunti ladri comuni che-causa telecamere su bus e underground- se rubano in London-stanno ben attenti a non far male a nessuno-altrimenti sono subito identificabili. Tali esperienze sono la conditio sine-qua non a mettere in guardia qualsivoglia tapino internazionale abbacinato dai media-froci, dalle media-influenze e dai cattivi maestri, dal commentare senza cognizione di causa alcuna, fotografie di donne che non ha mai incontrato in vita sua. La suddetta incarnazione della fotografia di cui sopra non ha nulla di simile a quelle comuni mortali delle presunte modelle, più o meno belle, più o meno racchie che siano. Questa è la realtà per chi può vederla e per chi può chiedere agli habituè del campo. Potere dei linguaggi. Io ne conobbi uno, presunto ex-indossatore australiano in Lombardia e ora responsabile della mediazione con l’estero per una casa di abbigliamento. Obiettivamente un gran bel pezzo di gnocco sebbene habituè di un pessimo ambiente di lavoro e figlio problematico di genitori non all’altezza del compito. Ma in giro è anche pieno di MASCHI racchi. Pussa via! A me i maschi piacciono bellissimi, intelligenti e non froci. Da ragazzina mi bastavano pure gnocchi e scemi. La donna della foto è raccontata magistralmente da alcuni articoli from US che sono andata a leggermi. Vi si racconta ed io posso confermarlo avendola incrociata per strada IN ITALIA, che chiunque, uomini e donne bellissimi, bruttissimi o carini che siano, si voltino alla visione di cotanta esagerata voluminosità del corpo, carnalità delle labbra e definizione degli zigomi. Non è questione di altezza, esse sono alte solo un po’ più della media-femmina- italiana, è questione di assomigliare nelle forme a Jessica Rabbit, cartoon di fantasia americana, è questione di vestirsi come se si fosse ad un gran galà quando invece si sta solcando una strada di un quartiere dove c’è finanche un ricovero di barboni. Esse sembrano fenomeni della natura ma non lo sono, così narrano alcuni ottimi newspapers from US, giacchè esse atterrarono anche in territorio USA con medesime valigie (Tarantino docet); la donna della foto di cui sopra in particolare ha una faccia d’angelo ( detto da me!), e mi sorrise, un sorriso che ha una storia lunga come una baraccopoli sudamericana, costei molto probabilmente mi scambiò per una modella italica e mi passò affianco nel mentre che portava con sé un’apparentemente semplice valigia. Su siti italici ho letto articoli che manipolano la realtà dei fatti, scritti da ignari ciarlatani. Dagli USA spiegano egregiamente e difatti sono anche pagati profumatamente per farlo, che si tratta di chili di riempimento al silicone, su cosce, natiche e labbri, di ore di sedute dal chirurgo plastico, di impianti facciali e corporali, ovvero di installazioni plastiche molto al disopra della media dei comuni mortali ( tipo qualche valletta italiota) che precedono la messa in onda sud-americana, unici luoghi dove esse son conosciute via media.Il risultato di ciò sono fenomeni al silicone dall’apparente naturalità, al passaggio, non mostri europei; va detto, in effetti, che i chirurgi plastici sudamericani son bravissimi a camuffare come fosse naturale ciò che non lo è. Ciò accade giacchè in precise lande del Sud-america madri singole cresciute in baraccopoli vendono figlie minorenni al miglior narcos-offerente in cambio di gloria riflessa e di un po’ di danaro e di vestiario per la figlia, forniti dai narcos-boss. Le figlie cresciute in baracca ottengono dunque ruoli da attrici tv e da indossatrici di abbigliamento oseè. La madre ovviamente continua a dormire in baracca sul materasso sognando la gloria della figliola, nel mentre che la modella-attrice di telenovelas, sposa il boss dei boss dei narcostrafficanti, soprannominato “el mostro”, dopodiché si mette in proprio e organizza la sua trafficanza: raduna tuttle le modelle e i modelli mozzafiato-al silicone o apparentemente tali dal Sudamerica e in cambio di pochi soldi-ai tempi di Paris Hilton- (l’equivalente di 3000 € per viaggio aereo: è la verità probatoria dagli USA, non gossip ) essi si mettono a rischiar ergastoli, torture and so on tristemente famose in molte galere sudamericane . Il giornalismo italiano, d’altro canto, scrive emerite fesserie e approssimazioni, quand’anche esso non si venda al politicante di turno col complesso della chierica in cambio di 4 soldini ridicoli. Incapacità e idiozia al cubo generano dalle loro parti frustrazione e insoddisfazione, dalla parte del pueblo bove unido esso genera decervellamento. Peggio per entrambi. Come mai non ho trovato articoli anglosassoni sulla vicenda? Forse perchè la donna della foto-patinata di cui sopra non atterrò con valigia at Heatrow-England ma esclusivamente in Italy, US and South-America? Che stranoooo! E Parigi et la France? Chissààà. Vado a vedere. Ulteriori vicende accadute nel medesimo quartiere o altrove, più o meno concomitanti con ciò di cui sopra, l’ho collegate soltanto parecchi mesi dopo, forse un anno. NON SEMBRA VERO! E’ la realtà che sfida l’immaginazione. Ma come le è venuto in mente a costei? Che capocchie!
P.S. La signora Angie lasciò l’onda catodica quando decise di dedicarsi esclusivamente alla trafficanza aerea organizzata.Al momento in cui scrivo l’hanno arrestata.