Il delitto della testa mozzata: è andata così?

12.02.2010
By Stefano Nazzi

L'armeria

Adesso gli investigatori qualche dubbio iniziano ad averlo: siamo proprio sicuri che il delitto di Como, quello della testa mozzata, sia stato d’impeto e non premeditato? E cioè che Alberto Arrighi, il titolare dell’armeria di via Garibaldi, abbia sparato i due colpi alla nuca di Giacomo Brambilla perché accecato dalla rabbia dopo una discussione?
Il fatto è che dai video del negozio che la quadra mobile sta esaminando sembra che la dinamica lasci qualche dubbio. Nel video si vede passare Brambilla, che dal laboratorio va verso un’altra sala, e subito dopo Arrighi con un braccio, il destro, dietro la schiena. Poi spunta la pistola la pistola, una Luger. Arrighi ha detto negli interrogatori che la pistola era su un tavolo in laboratorio e lui l’ha presa senza pensarci, d’impeto. E quel braccio dietro la schiena? Non è che la pistola era infilata dietro, nella cintura dei pantaloni e che Arrighi, con quel movimento, l’ha tirata fuori? Insomma, forse l’armaiolo quella pistola l’aveva già indosso.
Altra cosa: i sacchetti neri della spazzatura in cui è stato avvolto il cadavere di Brambilla. Forse, ma anche questo è un dubbio, erano stati portati in armeria prima del delitto. E perché?
Insomma, questa storia è ancora tutta da capire.

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3 Responses to “ Il delitto della testa mozzata: è andata così? ”

  1. [...] macabro delitto dell’armeria di Como rivela particolari sempre più allucinanti e grotteschi, quasi da Pulp Fiction. Solo che qui è [...]

  2. [...] giudici non credono proprio alla storia raccontata da Alberto Arrighi. Altro che raptus. Il delitto della testa mozzata, secondo loro, è stato programmato e studiato [...]

  3. [...] certo una notizia se non fosse che nel forno di quella pizzeria fu infilata la testa mozzata di Giacomo Brambilla. La storia è questa: il 2 febbraio scorso Alberto Arrighi, nella sua armeria di Como, uccise [...]

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