La testa mettila pure su questa teglia
Del delitto di Como, quello dell’armaiolo che ha ucciso il benzinaio con due colpi di pistola e poi ha infierito sul cadavere staccandogli la testa, si sa più o meno tutto. C’è la confessione. AlbertoArrighi ha detto di aver ucciso Giacomo Brambilla esasperato dalle sue pretese economiche.
È però la confessione su cosa sia successo dopo il delitto a fare più impressione. Dolo aver ucciso Brambilla Arrighi va dal suocero e racconta ciò che ha fatto. Il suocero prima non gli crede, poi lo segue in negozio. Ecco cosa ha detto Arrighi, messo a verbale: «Entrando in negozio, passando dal retro, ho pensato di staccargli la testa. Ho preso un seghetto che avevo in laboratorio…. Mio suocero mi ha aiutato, teneva fermo il corpo. Poi abbiamo avvolto il corpo in una coperta e l’abbiamo legato con la cinghia della tapparella».
I due caricano il corpo sulla Bmw di Arrighi e partono. Gettano il corpo lungo una strada di montagna, vicino a Domodossola. Poi vanno nella pizzeria del suocero. A quel punto, dice Arrighi, «mio suocero mi da una teglia e abbiamo messo la testa nel forno della pizzeria».
Il giorno dopo Arrighi è stato arrestato e ha confessato, la testa nel forno è stata ritrovata. È tutto chiaro, tranne una cosa. Ma perché il suocero l’ha aiutato a fare una cosa tanto assurda, offrendo addirittura la teglia per mettere in forno la testa?







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