Una sessantina di lavoratori fuggiti da Rosarno si sono trovati a Roma. Hanno parlato, discusso, e poi scritto queste parole. La loro versione:
«Siamo i lavoratori che sono stati obbligati a lasciare Rosarno dopo aver rivendicato i nostri diritti. Lavoravamo in condizioni disumane. Vivevamo in fabbriche abbandonate, senza acqua né elettricità. Il nostro lavoro era...
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